Backup immagine disco: come Acronis salvò il tablet
1) Il giorno in cui il tablet smise di avviarsi.
Nell’agosto del 2009 passai una giornata intera cercando di recuperare il mio Toshiba Portégé M200, un tablet PC che usavo per prendere appunti, lavorare e sistemare fotografie. Dopo una caduta il computer tentava di caricare Windows, ma finiva inevitabilmente nella schermata blu.
Il valore commerciale della macchina era ormai modesto e una riparazione tradizionale sarebbe costata più del computer. Eppure quel tablet era ancora utile. La storia di come tornò a funzionare resta una buona lezione: un backup vale davvero soltanto quando ti permette di ripartire.
2) Una macchina difficile da ripristinare.
Il Portégé M200 non aveva lettore DVD né floppy. Accettava soltanto vecchie schede SD di capacità limitata e il disco fornito da Toshiba non era un normale supporto avviabile: conteneva un’immagine di ripristino da caricare in un ambiente separato.
Anche un lettore ottico esterno non avrebbe garantito il risultato, perché il modello era compatibile soltanto con alcune periferiche. Il lettore ufficiale aveva un costo sproporzionato rispetto al valore residuo del tablet. In pratica avevo un computer ancora valido, ma nessuna strada semplice per reinstallare il sistema.
3) I tentativi che non funzionarono.
Provai a creare una scheda SD avviabile e cercai le vecchie utilità Toshiba necessarie per prepararla. Le installazioni fallivano, la scheda non veniva riconosciuta correttamente e il tablet continuava ad avviare la copia danneggiata di Windows.
In rete trovai soluzioni ingegnose, compreso l’avvio tramite un altro computer configurato come server di rete. Erano procedure interessanti, ma richiedevano tempo, hardware e competenze non proporzionate al problema. Stavo quasi per rinunciare quando ricordai un file nascosto da anni su un server dello studio.
4) Il backup dimenticato del 2005.
Subito dopo avere acquistato il tablet avevo creato con Acronis True Image un’immagine completa del disco. Non si trattava della semplice copia dei documenti: l’archivio conteneva la partizione di sistema, Windows, le applicazioni, le impostazioni e le informazioni necessarie per rendere avviabile il disco ripristinato.
Quel backup, vecchio di circa quattro anni e quasi dimenticato, era ancora leggibile. Lo copiai su un altro computer Windows, collegai un disco da 2,5 pollici tramite un box USB e avviai il ripristino selezionando anche il master boot record.
5) Il momento del riavvio.
Terminata l’operazione, estrassi il disco dal box USB e lo montai nel tablet. Alla prima accensione il Portégé ripartì regolarmente. Mi ritrovai con il sistema com’era nel 2005: mancavano gli aggiornamenti e i programmi installati dopo, ma la macchina era nuovamente utilizzabile.
La parte importante non era recuperare i file personali, che avevo già conservato altrove. Era ricostruire un sistema avviabile su un computer per il quale reinstallare Windows era diventato estremamente complicato.
6) Copia dei file e immagine del disco non sono la stessa cosa.
Un backup dei documenti protegge ciò che hai creato. Un’immagine completa protegge anche la struttura del sistema e può ridurre drasticamente il tempo necessario per tornare operativo. Sono due obiettivi differenti e, per un computer importante, servono entrambi.
La versione attuale di Acronis True Image continua a consentire il backup dell’intera macchina o di singoli dischi e partizioni. Comprende sistema operativo, applicazioni, impostazioni e dati, così da poter ripristinare l’intero ambiente invece di reinstallare ogni componente da zero.
7) Prepara anche il supporto di soccorso.
L’immagine da sola può non bastare se il computer non si avvia e non hai un altro dispositivo sul quale eseguire il ripristino. Per questo devi creare in anticipo una chiavetta di soccorso. La documentazione ufficiale spiega come creare un supporto avviabile Acronis da usare quando Windows non parte.
Non limitarti a produrre la chiavetta. Prova almeno una volta ad avviarla, controlla che riconosca tastiera, rete e dischi e verifica che riesca a vedere l’archivio. Acronis raccomanda anche di validare l’immagine e, quando possibile, di eseguire un ripristino di prova su un disco non utilizzato.
8) Un piano di backup più solido.
Oggi non affiderei la sicurezza a un’unica immagine dimenticata. La regola pratica è mantenere tre copie dei dati, su almeno due tipi di supporto, con una copia fuori sede. A questa struttura aggiungerei una copia non sempre collegata al computer, utile contro errori, guasti e ransomware.
Il piano minimo dovrebbe comprendere:
- backup automatici frequenti dei file di lavoro;
- un’immagine periodica dell’intero sistema;
- almeno una copia separata o fuori sede;
- una chiavetta di ripristino già verificata;
- una prova periodica di recupero.
Per approfondire puoi leggere anche Ma ndo vai se il backup non ce l’hai?, Google Drive: guida pratica per lavorare online e Mac lento o in crash: spesso è solo colpa dello spazio disco.
9) La lezione che rimane.
Il salvataggio del Portégé M200 fu in parte fortuna: avevo creato l’immagine giusta e avevo conservato il file abbastanza bene da poterlo usare anni dopo. La sicurezza, però, non dovrebbe dipendere dalla memoria o dalla fortuna.
Fai il backup prima del guasto, conserva gli strumenti necessari per leggerlo e verifica che il ripristino funzioni davvero. Un archivio mai provato è soltanto una promessa; un sistema di recupero collaudato è ciò che può salvarti una giornata, un computer o l’intero lavoro dello studio.
10) Passa all’azione.
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…condivido interamente.
Che storia incredibile……..qualcosa mi dice che stasera mi farò subito una immagine del disco C del mio portatile con questo programma….
Conviene, tra l'altro puoi anche usare una versione di prova come ho fatto io e prendere la licenza solo se in seguito ti capita di dover fare il ripristino. La versione di prova "dura" 30 giorni…
Io ho avuto grandi problemi per non riuscire a collegare un lettore cd esterno col quale reinstallare il sistema operativo nel mio m200.
Ora con Windows 7 ho fatto così:
– dopo molti tentativi ho avuto una chiave/penna usb bootable.
– sulla chiavetta ho copiato tutti i files di una copia di windows 7 (i files di una immagine Iso creata per masterizzare un dvd per l'installazione).
– l'installazione è stata possibile al riavvio con la chiavetta inserita.
– al termine dell'installazione l'audio non era attivo ma il sistema automatico di windows update rintraccia i driver necessari e li installa
– ora l'm200 funziona bene, è reattivo, con le funzioni di tablet pc del sistema operativo windows 7.
– in questa operazione i pulsanti specifici del tablet pc non sono più attivi, ma a me va bene anche così.
Interessante, funziona bene l'M200 con windows 7? Le funzionalità di riconoscimento della scrittura sono migliorate?
E' strano però che non siano indicati dei lettori/masterizzatori compatibili per l'm200.
Sulle funzioni dei pulsanti laterali al monitor dovrebbe essere sufficiente installare le utilities x xp sul 7.
Io ho optato per il ripristino con ghost 12 salvando l'iso su hd esterno o SD, ho smontato l'hd collegandolo via usb e ripristinando l'immagine da un altro notebook (si può fare anche con un pc fisso basta prima scollegare gli altri hd interni).
Appena dopo il riavvio spegnete il pc senza far caricare i contenuti e rimontate tutto com'era.
Risolto il problema dvd-r compatibile, (in altri forum sono devilage).
Samsung SE-S084C slim sulle porte nel retro del tablet e viene riconosciuto (previo settaggio da bios esc+freccia giù e F1: CD->HDD) e funziona!
Testato col dvd di win7 sul m200 e fa boot regolare, quindi anche ghost funziona x il ripristino di xp.