Il compenso va spiegato prima della causa
Hai illustrato la questione, letto i documenti e ragionato sulle possibili iniziative. Il cliente vuole cominciare subito. Resterebbe da parlare del compenso, ma senti che il momento è delicato e rimandi: «Per quello ci mettiamo d’accordo». Intanto il lavoro parte, le ore si accumulano e l’accordo continua a non arrivare.
Quando presenti il conto, il cliente sembra sorpreso. Tu ricordi tutte le attività; lui ricorda una telefonata e un documento. Non è detto che voglia approfittarsi di te. Può darsi che nessuno gli abbia spiegato, prima, che cosa avrebbe acquistato e quanto avrebbe dovuto spendere.
1 – Parlare del prezzo fa parte della consulenza.
Non considerare il compenso un’interruzione imbarazzante della relazione. Il cliente deve scegliere se affrontare una vertenza, trattare, attendere o rinunciare. Per scegliere gli serve conoscere anche il costo del percorso, insieme ai rischi e alle prospettive.
La trasparenza economica ha inoltre un fondamento preciso: l’articolo 13 della legge professionale forense richiede di informare sulla complessità e sugli oneri ipotizzabili, comunicando per iscritto il costo prevedibile e distinguendo le sue componenti. Qui mi interessa soprattutto il passaggio pratico: un documento consegnato senza essere compreso può lasciare quasi intatto il rischio di conflitto.
2 – Il preventivo deve rispondere alle domande del cliente.
Prima di cercare una formula elegante, chiediti che cosa deve capire la persona che hai davanti. Il documento dovrebbe consentirle di ricostruire il percorso e di sapere quando sarà chiamata a prendere una nuova decisione economica.
2.1 – Quale lavoro stai proponendo.
Definisci l’attività con parole concrete. Uno studio iniziale dei documenti, una trattativa e un giudizio sono prestazioni diverse. Non lasciare che il cliente interpreti «gestione della vicenda» come disponibilità a occuparsi per sempre di ogni problema collegato.
Indica anche l’obiettivo della fase. Se proponi una prima analisi per decidere se agire, spiegalo: il compenso remunera la valutazione anche se il consiglio finale sarà di non iniziare la causa.
2.2 – Che cosa è incluso e che cosa resta fuori.
Una voce generica come «assistenza completa» può generare aspettative molto più ampie di quelle che avevi in mente. Chiarisci se il lavoro comprende soltanto una determinata fase e quali attività richiederebbero invece un accordo ulteriore.
Pensa alle eventuali impugnazioni, alle iniziative esecutive, alle consulenze su questioni nuove e alle attività di altri professionisti. Le esclusioni devono aiutare a capire il perimetro, non trasformare il preventivo in un documento pieno di sorprese nascoste.
2.3 – Quali somme dovrà effettivamente versare.
Il compenso professionale non coincide necessariamente con la somma finale da pagare. Distingui le voci applicabili al tuo regime: spese vive, rimborso delle spese, contributi e imposte, oltre agli eventuali costi di professionisti esterni.
Quando un costo non è ancora determinabile, segnala da che cosa dipende e quando potrà essere precisato. Un importo piccolo e apparentemente completo può attrarre il cliente oggi e farlo sentire ingannato domani, se scopre solo dopo le componenti mancanti.
2.4 – Quando sono previsti i pagamenti.
Stabilisci scadenze riconoscibili, importi o criteri di calcolo e modalità concordate. «Un acconto adesso, poi vediamo» lascia aperta una discussione che si ripresenterà nel momento meno opportuno.
Se concordi rate, chiarisci il calendario. Se colleghi un pagamento a una fase, descrivila in modo comprensibile. Prima di definire conseguenze per un ritardo, verifica che siano compatibili con il rapporto e con i doveri professionali: una scadenza non pagata non consente di ignorare automaticamente un’urgenza difensiva.
2.5 – Che cosa può cambiare il costo.
Una nuova domanda, documenti inattesi o un ampliamento dell’incarico possono richiedere altro lavoro. Spiega come gestirai queste eventualità: prima identificherai l’attività ulteriore, poi comunicherai le condizioni, invece di far comparire tutto direttamente nel saldo.
Il cliente non deve conoscere in anticipo ogni sviluppo possibile. Deve però sapere quando il preventivo resta valido e quando occorre aggiornarlo.
3 – Spiegare il valore senza giustificarti.
«Ci ho messo due giorni» descrive la fatica, ma non chiarisce necessariamente l’utilità della prestazione. Spiega quali questioni controllerai, quali errori cercherai di prevenire e quale decisione potrà prendere il cliente grazie al lavoro.
Non serve esagerare la complessità per far sembrare ragionevole il prezzo. Una descrizione fedele e concreta è più convincente di una lunga difesa del tuo valore. Il cliente può anche decidere che la spesa non è sostenibile: saperlo prima consente a entrambi di scegliere con chiarezza.
4 – Verificare la comprensione senza interrogare.
Alla fine del colloquio puoi chiedere se è chiaro quali attività siano comprese e quando siano previsti i pagamenti. Lascia spazio alle domande. Non aspettarti che chi non ha mai affrontato una causa distingua da solo tutte le voci professionali.
Se percepisci un equivoco, correggilo subito e aggiorna il riepilogo scritto. Il preventivo firmato è importante, ma una relazione ben avviata richiede anche che le parti attribuiscano un significato simile a ciò che hanno concordato.
5 – Non affidare il prezzo a una conversazione dispersa.
Un importo scritto in un messaggio, una precisazione in un vocale e un’esclusione detta al telefono sono difficili da ricostruire insieme. Riunisci le condizioni in un documento leggibile e conserva la conferma nel fascicolo.
La segreteria deve poter trovare le stesse informazioni senza chiederti ogni volta che cosa avevi promesso. Questo rende più semplice rispondere ai dubbi, controllare gli acconti e inviare promemoria coerenti.
6 – Controllare i preventivi che generano contestazioni.
Se molti clienti discutono la stessa voce, non concludere subito che nessuno vuole pagare. Rileggi come la presenti. Forse il momento del saldo è ambiguo, una spesa viene comunicata troppo tardi o l’attività ulteriore parte senza un aggiornamento scritto.
Nel blog Avvocati dal volto umano trovi risposte a problemi concreti dei clienti: osservarne domande e aspettative può aiutarti anche a scrivere condizioni più comprensibili. Il linguaggio che usi tra colleghi non è sempre quello che serve a chi entra nello studio.
7 – Un prezzo chiaro rende il rapporto più sereno.
Quando il compenso è spiegato prima, puoi lavorare senza portarti dietro una trattativa mai conclusa. Il cliente sa che cosa ha accettato e tu puoi discutere eventuali variazioni sulla base di un punto di partenza condiviso.
La sostenibilità economica protegge l’attenzione che dedichi alle persone. Non è estranea alla qualità del servizio: ne è una delle condizioni. Anche per questo credo che fare l’avvocato sia bellissimo, quando impariamo a esercitare la professione senza lasciare il nostro tempo privo di confini.
8 – Possiamo rivedere insieme il tuo colloquio economico.
Se parlare di compensi ti mette a disagio o i tuoi preventivi producono spesso discussioni, telefona allo 059 761926 per concordare un primo incontro con me, anche a distanza. Possiamo partire dai documenti e dalle situazioni che usi realmente nello studio.
Iscriviti al blog per ricevere i prossimi articoli su clienti, pagamenti e organizzazione del lavoro quotidiano.
Qual è la parte del preventivo che i clienti fraintendono più spesso? Raccontamela nei commenti: ti leggo e rispondo volentieri anche alle domande.
Scopri di più da fare l’avvocato è bellissimo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.