Un deposito difficile.
Stamattina dovevamo fare un deposito scadente in giornata per una separazione giudiziale.
Ho lasciato tutto alla mia assistente dal momento che avevo preso un giorno di ferie.
Il primo problema è stato che la sua chiavetta non andava.
Ha preso la mia chiavetta – raccomando di averne sempre un paio, c’è un post del blog in materia, per ragioni di sicurezza. Purtroppo non andava neanche quella.
Vengo avvisato prima di partire, così prendo con me il mio macbook air 15 per fare il deposito con la firma remota – infatti, oltre a due chiavette ho anche la firma remota, di #namirial, proprio per situazioni come questa.
Arrivato sul posto, il macbook è completamente scarico: era stato usato da altri durante il fine settimana e non era stato caricato…
Per fortuna, nello zaino ho sempre un power bank.
Prendo fuori quello e lo collego al macbook. É piccolino e ho paura che non ne lo ricarichi. Invece dopo una ventina di minuti me lo porta a 15% di batteria.
Inizio a fare l’operazione, connettendo il macbook al cellulare in modalità #hotspot.
Uno dei miei due operatori di telefonia non vuole saperne di darmi il collegamento. Per fortuna ho un telefono #dualsim proprio per situazioni come queste. Passo sull’altro operatore e grazie a Dio la connessione c’è.
Faccio il deposito in questa meravigliosa cornice dell’appennino modenese e vado a grigliare delle salsicce.
La morale della favola è che se vivi in mezzo alle scadenze e alla tecnologia devi avere sempre tanti piani B e devi sempre essere pronto a risolvere i problemi, in un modo o nell’altro, arrivando a dare forfait solo ed esclusivamente quando davvero non c’è più niente di ipotizzabile.
Se fai così, salvi i termini ma soprattutto salvi la tua grigliata.
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