Pec spam gmail

PEC nello spam di Gmail: cosa controllare davvero

1) Una comunicazione importante nello spam.

Il 14 agosto 2008, lavorando in una giornata insolitamente tranquilla, controllai la cartella spam di Gmail. Trovai una comunicazione proveniente dal Corecom Emilia-Romagna relativa alla fissazione di un tentativo di conciliazione. Se non l’avessi vista, avrei potuto perdere un appuntamento importante.

2) Attenzione: il quadro della PEC è cambiato.

La versione originale di questo post rifletteva interpretazioni e prassi di allora e assimilava con troppa sicurezza l’invio da PEC a una normale casella email alla ricezione di una raccomandata. Oggi quella formulazione non va ripetuta: gli effetti giuridici tipici della PEC dipendono dal circuito certificato e dalle relative ricevute. Un messaggio che arriva a una casella ordinaria non offre automaticamente le stesse garanzie probatorie di una comunicazione PEC-to-PEC.

Per questioni concrete devi verificare mittente, destinatario, ricevute, regole applicabili e contenuto della comunicazione. Non affidarti a una frase generale trovata online.

3) Perché un messaggio legittimo finisce nello spam.

I filtri antispam valutano molti segnali: configurazione del dominio, reputazione del server, contenuto, allegati, comportamento degli utenti e anomalie tecniche. Anche una comunicazione autentica può essere classificata come indesiderata. Nessun filtro è infallibile e i falsi positivi sono inevitabili.

4) La PEC va letta nella casella PEC.

Se usi una PEC per lavoro, controllala direttamente o attraverso un sistema configurato correttamente. Non considerare sufficiente l’eventuale inoltro verso una casella ordinaria: può fallire, essere ritardato o finire nello spam. Conserva inoltre ricevute di accettazione e consegna, perché fanno parte della prova della trasmissione.

5) Una routine minima di controllo.

Per ridurre il rischio:

  • controlla regolarmente inbox e spam;
  • verifica che la casella PEC non sia piena e non sia scaduta;
  • configura avvisi su più dispositivi senza sostituire il controllo diretto;
  • inserisci in rubrica i mittenti istituzionali ricorrenti;
  • conserva messaggi e ricevute nel formato originale;
  • prova periodicamente il funzionamento degli avvisi.

6) Non cliccare soltanto perché compare la parola PEC.

L’altra faccia del problema è il phishing. Un messaggio può imitare graficamente una comunicazione certificata o istituzionale. Prima di aprire allegati e collegamenti, controlla l’indirizzo effettivo del mittente, il dominio, la presenza delle ricevute e la coerenza della richiesta. In caso di dubbio, accedi al servizio attraverso il suo indirizzo ufficiale invece di usare il link nel messaggio.

7) La lezione che resta valida.

Dal 2008 sono cambiate norme, strumenti e infrastrutture. Non è cambiata la regola operativa: le comunicazioni importanti non possono dipendere da un solo automatismo. Serve una procedura fatta di controlli, notifiche ridondanti, archiviazione e responsabilità chiare. Il filtro antispam aiuta, ma non sostituisce l’attenzione.

8) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

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7 Commenti

  1. Eccomi qui, 14 agosto, ore 18.56… Come noto, sono operativo in vista di un certo obiettivo a settembre… Tant'è: controllo quotidianamente l'antispam di google perchè ho riscontrato (anche al di là della PEC) gli stessi problemi di cui parli tu. E anche in uscita è un disastro: non puoi mandare più di 3/4 mail uguali che te le blocca (e con l'attività associativa capita spesso).
    Preghiamo e attendiamo (e studiamo!).
    Buon Ferragosto (ah, è già Ferragosto…)…
    fm

  2. Purtroppo l'infallibilità negli strumenti automatici non esiste. Guardo spesso la cartella di spam, e una volta che si è fatto l'occhio ci vogliono 10 secondi a distinguere tutti i messaggi spazzatura dai falsi positivi.

  3. @ Lazza

    Lazza è vero però la posta certificata è una cosa molto precisa, che non può, per sua stessa natura, venire da uno spammer e che pertanto non dovrebbe mai finire dentro ad un algoritmo per lo spam… Purtroppo questo tipo di posta certificata esiste solo in Italia, quindi gli ingegneri di google probabilmente non sanno nemmeno che esiste, ma sarà il caso che qualcuno cerchi di spiegarglielo in modo che venga riscritto il filtro dello spam in modo da non includere mai messaggi di pec.

    @ Francesco

    Va beh quello è il problema dei falsi positivi, che c'è e rimarrà ancora per un bel po', però quel che dico io è che un messaggio di posta certificata non deve mai finire tra i falsi positivi perchè la pec non è MAI spam, per sua stessa natura, perchè proviene da un mittente certificato.

  4. Ciao a tutti.Ho una domanda!Vorrei poter inviare da privato le Email certificate. Stanno pubblicizzando che si può fare con PosteItaliane-Telecom che,se ho capito bene,hanno vinto l'appalto x questo servizio. Sapete se anche con altri operatori,mi interessa Google in particolare(avendo Gmail),si possa fare?

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