Google Docs nello studio legale: perché adottarlo
1) Una scelta pionieristica nel 2008.
Nel marzo 2008 il nostro studio iniziò a usare Google Docs per redigere alcuni atti processuali, affiancandolo agli strumenti tradizionali. Allora lavorare su un documento dal browser e modificarlo insieme ad altre persone sembrava quasi sperimentale. Oggi il cloud è ordinario, ma le ragioni di quella scelta restano utili per valutare con consapevolezza gli strumenti di lavoro.
2) Lavorare fuori dallo studio.
Prima usavamo soprattutto una suite installata in locale, documenti conservati sul server interno e accesso remoto al desktop dello studio. Quel sistema funzionava, ma la connessione era più lenta e l’esperienza meno immediata. Con Google Docs il documento diventava accessibile direttamente dal browser, senza dover ricostruire a distanza l’intera postazione di lavoro.
3) Una sola versione del documento.
Lo scambio di allegati produce facilmente copie chiamate “finale”, “finale2” e “definitivo-vero”. Un documento condiviso riduce questa confusione: tutti lavorano sulla stessa versione e la cronologia conserva le modifiche. Nella guida pratica a Google Drive trovi una panoramica più ampia di condivisione, revisioni ed esportazione.
4) Scrivere insieme ai colleghi.
Due professionisti possono intervenire contemporaneamente, lasciare commenti e proporre modifiche. Questo rende più fluida la redazione di atti complessi e riduce i passaggi via email. La collaborazione non elimina la responsabilità di chi firma: serve sempre una revisione finale chiara e un processo che stabilisca chi può modificare, commentare o soltanto leggere.
5) Coinvolgere il cliente con criterio.
In alcuni casi può essere utile condividere una bozza con il cliente. Il cliente può verificare fatti, date e circostanze, segnalare omissioni e aggiungere commenti. Il professionista deve però mantenere la direzione tecnica: non ogni osservazione è giuridicamente rilevante o strategicamente opportuna.
La collaborazione funziona quando il ruolo di ciascuno è esplicito. Il cliente contribuisce alla ricostruzione dei fatti; l’avvocato valuta diritto, prova, linguaggio e strategia.
6) Sicurezza e riservatezza non sono dettagli.
Un documento legale può contenere dati delicati. Prima di usare una piattaforma cloud devi valutare account, autenticazione a due fattori, permessi, dispositivi collegati, conservazione, backup e conformità alle regole applicabili. Un link condiviso male può vanificare ogni altra precauzione.
7) Il cloud è uno strumento, non una religione.
Non tutti i documenti e non tutte le fasi di lavoro devono necessariamente stare sulla stessa piattaforma. Puoi combinare strumenti locali e cloud, scegliendo in base a complessità, riservatezza, necessità di collaborazione e continuità operativa. La soluzione migliore è quella che lo studio sa governare davvero.
8) La lezione ancora valida.
Il vantaggio più grande di Google Docs non era soltanto la velocità. Era un modo diverso di costruire il documento: meno passaggi, più trasparenza e una collaborazione concreta. A distanza di anni, la tecnologia è cambiata; il metodo resta valido se viene accompagnato da responsabilità, sicurezza e revisione professionale.
9) Passa all’azione.
Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.
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Ottima scelta devo dire… 🙂
In realtà ci sarebbe anche Zoho che sembra molto interessante, in combinazione con box.net offre un servizio che, anche se non l'ho ancora mai provato, sembra molto valido.
Però devo dire che nel panorama delle web app diffido da quelle realtà che si presentano volendo costruire la "suite" di applicazioni… Preferisco sempre quelle organizzazioni che fanno una cosa e la fanno bene, eccetto naturalmente google che è una organizzazione talmente grande da poter affrontare seriamente progetti anche diversi, per non dire del fatto che poi alcuni non li crea direttamenta ma si limita ad acquistarli da quelli che li hanno sviluppati originariamente, come proprio google docs che era in origine writely.
Quello che manca ora a google è una impostazione veramente aziendale per le sue webapp, c'è qualche tentativo in questo senso in google apps for domain, ma non è ancora abbastanza, ci vorrebbe una versione dedicata ai gruppi di lavoro, anche se per il momento è comunque molto utile così.
Collaboro con diverse riviste di informatica straniere, specializzate in software libero, e vorrei scrivere un articolo sul vostro modo di usare google docs e Internet in generale (ho già scritto in passato su temi simili, vedi "Italian lawyers in love with open source" su Linux.com. Vi prego di contattarmi via email se interessati.
Grazie,
Marco
Certo, faccio seguito via mail.
A presto.
Interessante e non abbiamo avuto difficoltà.