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Il film di avvocati per eccellenza non è un film di avvocati.

Di tutte le pellicole di ambientazione forense, alcune delle quali estremamente pregevoli, accurate e belle da guardare, l’opera che mostra più di tutte cosa significhi fare l’avvocato é questa, che non ha avvocati per protagonisti.

La vicenda riguarda infatti un gruppo di lobbisti del tabacco, gente pagata per promuovere il consumo di sigarette ed altri prodotti analoghi, oggi ovviamente, a seguito delle note campagne antifumo e del politicamente – e soprattutto sanitariamente – corretto, visti con assoluto fastidio, biasimo e disprezzo dall’uomo medio contemporaneo.

Il lavoro di questi lobbisti mostra una realtà condivisa con il lavoro degli avvocati, la cui qualità principale resta sempre la capacità di essere anticonformisti e la devozione alla verità, sia pur quella, piccola, del caso da loro seguito, rimanendo scevri da condizionamenti esterni, tendenze e mode, a costo di affrontare biasimo generale e solitudine.

Una sensazione che ho provato in modo molto chiaro, ad esempio, quando ho assunto la difesa di quella persona che aveva violentato una donna qui a Vignola.

Ma l’ho fatto volentieri, con piena convinzione, e lo rifarei mille volte: fare questo mestiere significa accettarne gli onori, peraltro sempre più scarsi, ma anche gli oneri, quando capitano. O almeno averne la capacità o essere disposti ad assumerli, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Le persone non sanno che senza un avvocato non si può fare nessun processo e che senza processo non si può mettere in carcere nessuno, per cui un legale é necessario anche per incarcerare le persone.

Non è solo che non lo sanno. É più che non lo vogliono sapere. Per la gente, la giustizia non è un sistema che garantisce processi equi, ma semplicemente un apparato che faccia quello che la gente ha
intimamente deciso – solitamente l’ergastolo e solo perché non si può più linciare – e che lo faccia in tempi brevi, perché aspettare il compiersi di apposite procedure é una perdita di tempo e comunque da mammolette.

Così fare l’avvocato significa non solo mettersi contro altri avvocati, magistrati, ma spesso diventare impopolare presso la gente comune, quella che non può e soprattutto non vuole capire il valore del tuo andare controcorrente.

Pro veritate adversitatem diligere: se vuoi fare questo mestiere devi avere un’alta devozione alla verità, o quantomeno considerazione del gesto di chi si rivolge ad ascoltare e tentare di aiutare anche un reietto che gli altri vorrebbero solo veder sparire per sempre, tanto da sviluppare addirittura il piacere di affrontare le avversità che da tale devozione, o chiamata, derivano.

Per tutti gli altri c’è il concorsino.

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Decreti legislativi riforma giustizia: pubblicati in Gazzetta Ufficiale

schermata Gazzetta Ufficiale

 

Sono stati pubblicati ieri in Gazzetta Ufficiale i tre decreti legislativi di riforma della giustizia, rispettivamente con i numeri 149, 150, 151, prevedenti la riforma del processo civile, quella del processo penale e l’ufficio del processo.

Ora devi metterti a studiare perché le novità sono tantissime, bisogna capire cosa prevedono e quando entrano in vigore di preciso – formalmente il decreto 149, all’art. 52, è già entrato in vigore oggi, prevedendo l’entrata in vigore, appunto, per il giorno successivo alla pubblicazione.

Man mano che approfondirò il tema, metterò qui dei contenuti, come sempre gratuiti, utili per tutti.

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