Gemini Notebook ora può anche eseguire codice
1) Da quaderno intelligente a ambiente di lavoro.
NotebookLM era già uno degli strumenti di intelligenza artificiale più interessanti per un avvocato. Gli consegnavi sentenze, atti, documenti, articoli e appunti; poi potevi interrogarlo ottenendo risposte fondate sulle fonti selezionate, con i relativi richiami.
Ora Google lo ha rinominato Gemini Notebook e gli ha messo sotto il cofano qualcosa di molto più potente: un computer virtuale nel cloud sul quale il sistema può scrivere ed eseguire codice. Insieme arrivano Gemini 3.5, l’agente Antigravity e oltre cento capacità software curate.
Sembra un aggiornamento per programmatori. In realtà può essere molto più importante per chi programmatore non è, perché consente di affidare al quaderno anche operazioni che una normale chat non sa eseguire in modo affidabile: calcoli, trasformazioni di file, analisi di dati, produzione di grafici e costruzione di documenti complessi.
2) Prima di tutto, che cos’è Gemini Notebook.
Gemini Notebook è il nuovo nome di NotebookLM. Non è un prodotto completamente diverso e non va confuso con un generico quaderno per prendere note.
Ogni notebook è uno spazio dedicato a un progetto. Al suo interno puoi raccogliere PDF, documenti di Google Drive, pagine web, testi copiati, immagini, audio e altri materiali. Il sistema usa queste fonti come base di conoscenza, mantiene le istruzioni e le conversazioni relative al progetto e ti permette di ottenere risposte, sintesi e artefatti.
I quaderni sono inoltre sincronizzati con l’app Gemini. Puoi iniziare un progetto in Gemini, spostare una vecchia chat dentro un notebook, aggiungere istruzioni e fonti, quindi aprire lo stesso materiale nell’interfaccia autonoma di Gemini Notebook per creare presentazioni, infografiche, riepiloghi audio o altri risultati.
La differenza importante è che nella chat di Gemini possono entrare anche la ricerca web e altri strumenti, mentre nell’interfaccia di Gemini Notebook le risposte restano fondate sulle fonti del quaderno. Per un lavoro giuridico sapere quale dei due ambienti stai usando è essenziale.
3) Che cos’è il computer virtuale.
Un computer virtuale, spesso abbreviato in VM, è un computer che non si trova fisicamente sulla tua scrivania. Funziona sui server del fornitore e viene messo a disposizione del progetto quando serve.
La novità descritta da Google assegna a ogni notebook un computer cloud sicuro. Gemini può così scrivere un piccolo programma, eseguirlo in quell’ambiente, controllare il risultato e usarlo per rispondere o creare un file. Non esegue il codice sul tuo Mac e non devi installare Python, librerie o altri strumenti nello studio.
La VM cambia il tipo di lavoro possibile. Un modello linguistico può spiegare come si calcola la durata media di cento procedimenti; un agente dotato di computer può leggere una tabella, normalizzare le date, eseguire davvero il calcolo, individuare valori anomali e generare il grafico.
Resta comunque un ambiente remoto del fornitore. «Nel cloud» non significa «dentro il mio computer» e questo dettaglio diventa decisivo quando le fonti contengono dati riservati.
4) Che cosa fa Antigravity.
Antigravity è l’infrastruttura agentica di Google. Il termine «agente» indica un sistema che non si limita a produrre una risposta, ma può scomporre un obiettivo in passaggi, scegliere strumenti, creare file, eseguire codice, controllare il risultato e correggere il percorso.
Google spiega che l’esperienza aggiornata di Gemini Notebook gira su Gemini 3.5 e Antigravity. In pratica, dietro una richiesta come «confronta questi rendiconti e prepara un rapporto» può esserci una sequenza del genere:
- esame delle fonti selezionate;
- individuazione dei dati utili;
- scrittura di uno script per ripulirli e confrontarli;
- esecuzione del codice nella VM;
- verifica dei risultati;
- creazione del rapporto e dei relativi grafici.
Tu esprimi l’obiettivo in italiano. L’agente decide quali operazioni tecniche svolgere. Questo non rende superflua la tua competenza: sposta il tuo lavoro dalla digitazione dei comandi alla definizione del problema e al controllo dell’output.
5) Le oltre cento skills non sono cento applicazioni.
Google parla di più di cento software skills curate. Una skill è una capacità specializzata che insegna all’agente come svolgere bene un certo tipo di operazione, con strumenti, passaggi e formati adatti.
Non devi immaginare cento icone da aprire né cento programmi da imparare. Sono piuttosto ricette operative che il sistema può richiamare quando servono. Possono aiutarlo a creare una presentazione, elaborare un foglio elettronico, produrre un grafico o assemblare un documento.
Queste skills integrate non vanno confuse con le istruzioni personalizzate del notebook e nemmeno con le skills che Google consente di creare in altri prodotti, come Gemini Spark. Nel notebook puoi indicare tono, criteri e formato desiderato; le capacità software curate sono invece parte dell’apparato tecnico con cui l’agente realizza il compito.
6) Non produce più soltanto risposte in chat.
L’aggiornamento amplia molto i formati scaricabili. Secondo la presentazione ufficiale delle nuove funzioni, Gemini Notebook può creare:
- grafici e visualizzazioni in PNG o SVG;
- documenti in PDF, DOCX, Markdown o testo;
- immagini in PNG, JPG o GIF;
- dati strutturati in CSV o JSON;
- cartelle di lavoro Excel in XLSX;
- presentazioni PowerPoint in PPTX.
Puoi anche dare istruzioni dettagliate sul risultato e, in determinati casi, modificarlo dopo la generazione. Il passaggio concettuale è notevole: il notebook non è più soltanto il posto in cui studi le fonti, ma può diventare anche il laboratorio nel quale costruisci il prodotto finale.
7) Primo uso legale, costruire una cronologia verificabile.
Immagina un fascicolo con centinaia di messaggi, fatture, verbali, lettere e documenti sanitari. Chiedere una semplice sintesi rischia di restituire un testo plausibile ma poco controllabile.
Con il computer cloud puoi chiedere un procedimento più rigoroso: estrarre da ogni fonte data, autore, destinatario, evento e riferimento; ordinare tutto; segnalare date mancanti o incompatibili; produrre una tabella Excel e una relazione PDF che rimandi alle fonti.
Il prompt potrebbe essere: «Costruisci una cronologia completa. Non dedurre le date mancanti. Se due documenti si contraddicono, mantieni entrambe le versioni e segnala il conflitto. Genera un XLSX con una riga per evento e un PDF narrativo con i riferimenti alle fonti».
Il vantaggio non è soltanto la velocità. È la possibilità di ottenere insieme una vista narrativa per comprendere il caso e una struttura tabellare per controllarlo.
8) Secondo uso legale, studiare una raccolta di sentenze.
Un avvocato può raccogliere in un notebook le pronunce rilevanti per una questione e chiedere di estrarre in una tabella:
- autorità, sezione, data e numero;
- questione esaminata;
- principio applicato;
- esito;
- fatti decisivi;
- precedenti richiamati.
La VM può ripulire le diverse forme delle date, contare gli orientamenti, individuare ricorrenze e produrre grafici. L’agente può poi trasformare l’analisi in una relazione che distingua gli orientamenti e colleghi ogni affermazione alla pronuncia corrispondente.
Questo non autorizza a delegare la ricerca giuridica. Una sentenza può essere classificata male, una massima può essere separata dal fatto decisivo e una fonte può non essere aggiornata. L’uso professionale comincia dopo la generazione, con l’apertura dei documenti e la verifica umana.
9) Terzo uso legale, controllare conti e danni.
Quando la pratica contiene estratti contabili, rate, interessi, rivalutazioni, presenze o consumi, la chat tradizionale è il posto sbagliato per fidarsi di un numero. Il codice eseguito dalla VM permette almeno di rendere il procedimento ripetibile.
Puoi chiedere di importare i dati, documentare la formula usata, conservare separatamente valori originali e valori normalizzati, segnalare le righe non interpretabili e produrre un prospetto di controllo.
Per esempio, il notebook potrebbe confrontare fatture e pagamenti, calcolare lo scoperto per data, trovare duplicati e creare un Excel nel quale ogni totale sia riconducibile alle righe di origine. Il risultato resta una bozza tecnica da controllare, non una consulenza contabile certificata, ma può ridurre enormemente il lavoro preparatorio.
10) Quarto uso legale, preparare materiali diversi dalle stesse fonti.
Dallo stesso quaderno puoi ricavare prodotti destinati a persone diverse: una relazione completa per il collega, una cronologia per il cliente, una presentazione per una riunione e una tabella interna delle questioni ancora da verificare.
Puoi imporre regole comuni: nessun nome non presente nelle fonti, distinzione netta tra fatto e allegazione, citazione del documento d’origine, elenco separato delle lacune probatorie e linguaggio comprensibile per il cliente.
È la naturale prosecuzione del modo in cui uso già l’intelligenza artificiale nel lavoro di avvocato: non come oracolo che decide, ma come collaboratore al quale affidare compiti delimitati, dati controllabili e formati precisi.
11) Serve saper programmare.
No, almeno per gli utilizzi ordinari. La promessa dell’agente è proprio consentirti di descrivere il risultato in linguaggio naturale. Non devi conoscere la sintassi di Python per chiedere una tabella comparativa o un grafico.
Devi però saper formulare una consegna professionale. Un buon incarico dovrebbe indicare:
- quali fonti usare e quali escludere;
- quali campi estrarre;
- quali operazioni sono ammesse;
- come trattare dati mancanti, ambigui o contraddittori;
- quale formato produrre;
- quali controlli mostrare nel risultato.
Più l’operazione è delicata, più conviene chiedere anche un registro delle trasformazioni eseguite. Non basta ricevere il totale: bisogna poter ricostruire come è stato ottenuto.
12) Chi può usare le nuove funzioni.
Gemini Notebook esiste anche con accesso Standard e con account Google personali o Workspace idonei, ma limiti e funzioni cambiano in base al piano. Il computer cloud e le nuove capacità sono state distribuite inizialmente agli utenti Google AI Ultra e ai clienti Workspace business con AI Expanded Access. Google ha poi annunciato l’estensione agli utenti Pro sul web nelle settimane successive.
Poiché il rilascio è progressivo, non basta leggere il nome del proprio abbonamento. Conviene aprire l’interfaccia, controllare il badge associato al profilo e verificare se le nuove opzioni compaiono davvero. La tabella ufficiale dei piani e dei limiti resta il riferimento migliore, anche perché quote e disponibilità possono cambiare.
Un account gratuito può quindi usare Gemini Notebook, ma non va dato per scontato che disponga subito del medesimo computer cloud, delle stesse funzioni e degli stessi limiti di Ultra, Pro o delle licenze Workspace più avanzate.
13) La riservatezza viene prima della meraviglia.
Per uno studio legale la domanda non è soltanto «che cosa sa fare?», ma «quali dati posso affidargli e secondo quali condizioni?».
Google dichiara che, per gli utenti Workspace o Workspace for Education, caricamenti, richieste e risposte del modello in Gemini Notebook non vengono esaminati da revisori umani e non sono usati per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Per gli altri utenti, il contenuto non viene usato direttamente per addestrare i modelli fondamentali salvo che l’utente invii un feedback; in quel caso può essere esaminato il contesto dell’interazione.
Queste garanzie sono importanti, ma non sostituiscono la valutazione dello studio. Prima di inserire materiale di una pratica occorre verificare condizioni applicabili e trattamento dei dati, configurazione dell’account, autorizzazioni, condivisioni, conservazione e adeguatezza rispetto al segreto professionale e alla normativa sulla protezione dei dati.
La regola prudente resta minimizzare: usa solo i documenti necessari, oscura ciò che non serve, preferisci un account professionale correttamente amministrato e non trasformare automaticamente un notebook in un archivio indiscriminato di interi fascicoli.
14) Il metodo sicuro per provarlo in studio.
Io partirei da un progetto a basso rischio, con documenti pubblici o dati fittizi. Per esempio, una raccolta di sentenze già pubblicate oppure un foglio elettronico costruito apposta.
Il test dovrebbe verificare quattro cose:
- correttezza dell’estrazione dalle fonti;
- esattezza dei calcoli ripetuti manualmente su un campione;
- qualità dei riferimenti e possibilità di risalire al documento;
- stabilità del file prodotto quando si ripete la consegna.
Soltanto dopo puoi definire un protocollo interno: chi crea i notebook, quali dati sono ammessi, come vengono anonimizzati, chi controlla gli output e quando il progetto deve essere eliminato.
Il computer cloud rende Gemini Notebook molto più capace. Proprio per questo richiede più governo, non meno. L’occasione per l’avvocato è enorme: passare dall’intelligenza artificiale che riassume all’intelligenza artificiale che analizza, calcola e costruisce. La responsabilità di decidere che cosa affidarle e di verificare ciò che produce resta, come sempre, nostra.
15) Passa all’azione.
Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.
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