Simpliciter: i progetti che migliorano gli atti
1) Una funzione semplice, ma molto potente.
Tra le funzioni di Simpliciter che trovo più interessanti ci sono i Progetti. Simpliciter è uno strumento di intelligenza artificiale pensato specificamente per il lavoro giuridico; i Progetti consentono di raccogliere in uno stesso spazio più chat relative a un cliente, a un fascicolo, a una materia oppure a un particolare tipo di attività.
La loro utilità, però, non consiste soltanto nel mettere ordine. Dentro ogni progetto puoi inserire istruzioni personalizzate comuni. In questo modo non devi riscrivere ogni volta le regole che vuoi far seguire all’intelligenza artificiale: le imposti una volta e le chat del progetto lavorano secondo quelle indicazioni.
È una differenza apparentemente piccola, ma nel lavoro quotidiano può cambiare molto. Una chat isolata risolve un compito; un progetto costruisce un metodo di lavoro ripetibile.
2) Che cosa sono, in concreto, i Progetti.
Un progetto è un contenitore organizzato. Al suo interno puoi tenere conversazioni distinte per analisi dei fatti, ricerca, strategia, esame dei documenti e redazione. Le chat non si confondono tra loro: ciascuna conserva il proprio contesto, i propri messaggi e i propri allegati. Rimangono però raccolte sotto lo stesso argomento e possono ricevere le istruzioni predisposte per quel progetto.
Questo è importante perché una pratica legale raramente coincide con una sola domanda. Prima ricostruisci la vicenda, poi individui i problemi giuridici, verifichi le fonti, valuti la strategia e, magari soltanto alla fine, scrivi un atto. Tenere ogni fase in una conversazione separata rende il lavoro più leggibile e riduce il rischio di creare una chat interminabile nella quale fatti, ipotesi e bozze finiscono per mescolarsi.
Io vedo almeno due modi utili di impostare i Progetti:
- un progetto dedicato a uno specifico fascicolo, con istruzioni e informazioni stabili di quella pratica;
- un progetto dedicato a un’attività ricorrente, per esempio la redazione degli atti, con le regole di stile e di metodo che vuoi applicare ogni volta.
3) Le istruzioni comuni: il vero cuore della funzione.
Nella sezione delle istruzioni personalizzate puoi dire a Simpliciter come vuoi che lavori. La documentazione ufficiale indica un limite di 5.000 caratteri: abbastanza per costruire un insieme di regole articolato, ma ancora abbastanza contenuto da costringerti a scegliere ciò che conta davvero.
Io tengo con cura un gruppo di indicazioni per la redazione degli atti. Sono le regole alle quali tengo di più, quelle che negli anni ho insegnato ai praticanti e condiviso con i colleghi interessati. Non sono formule magiche e non sostituiscono la conoscenza del fascicolo; sono criteri che, se applicati con costanza, secondo me rendono un atto migliore rispetto a uno scritto senza metodo.
Ho appena incollato queste istruzioni nel progetto e ho scoperto che occupano esattamente 5.000 caratteri. Una coincidenza quasi incredibile: non uno di più, non uno di meno. Al di là della curiosità, la cosa importante è che Simpliciter mi consente di trasformare un patrimonio di esperienza professionale in regole disponibili ogni volta che inizio una nuova redazione dentro quel progetto.
4) Che cosa conviene inserire nelle istruzioni.
Le istruzioni migliori non dicono all’intelligenza artificiale quale conclusione giuridica raggiungere. Definiscono il modo in cui deve aiutarti a lavorare. Possono riguardare, per esempio:
- la struttura generale dell’atto;
-
il tono, il lessico e il grado di sintesi;
-
il modo di distinguere fatti, diritto, prove e richieste;
-
le formule ricorrenti e i dati stabili dello studio;
-
i controlli da svolgere prima di considerare completa una bozza.
Il vantaggio non è ottenere testi tutti uguali. È evitare di dimenticare, a ogni nuova chat, i principi di redazione che ritieni essenziali. Le istruzioni diventano una specie di manuale operativo sempre presente: non scrivono al posto tuo, ma ricordano allo strumento come vuoi essere assistito.
5) Puoi spostare nel progetto anche una chat già iniziata.
Questa è forse la parte più comoda. Non sei obbligato a sapere fin dall’inizio che una conversazione finirà dentro un progetto. Puoi cominciare una consulenza, uno studio o un approfondimento in una normale chat e decidere soltanto in seguito che quel lavoro deve proseguire secondo le regole del tuo progetto.
Nell’interfaccia apri il menu con i tre puntini accanto al nome della chat — quello che molti chiamano menu a sandwich — selezioni «Sposta in progetto» e scegli la destinazione. La conversazione viene così portata dentro il progetto e da quel momento può proseguire nel relativo ambiente di lavoro.
È esattamente il percorso che capita spesso nella realtà. Inizi cercando di capire una questione, ricostruisci i fatti, valuti le possibili soluzioni e solo alla fine emerge la necessità di redigere un ricorso, una comparsa, una memoria o una lettera particolarmente strutturata. A quel punto sposti la chat nel progetto dedicato alla redazione e continui applicando le regole che hai già predisposto.
6) Un esempio: dalla consulenza alla bozza dell’atto.
Immagina di aprire una chat per esaminare una vicenda contrattuale. All’inizio non sai nemmeno se ci sarà un contenzioso. Usi la conversazione per mettere in ordine la cronologia, individuare i documenti mancanti e valutare le prime questioni.
Dopo alcuni passaggi decidi che occorre predisporre un atto. Invece di aprire da zero una nuova chat e copiare nuovamente tutte le tue preferenze, sposti quella esistente nel progetto «Redazione atti». Conservi così il lavoro già fatto nella conversazione e, per le attività successive, puoi contare sull’ambiente e sulle istruzioni del progetto.
Questo passaggio è prezioso perché unisce due esigenze che normalmente entrano in conflitto: la libertà di iniziare senza organizzare tutto in anticipo e la disciplina di applicare un metodo quando il lavoro diventa più delicato.
7) Attenzione: il progetto non crea una memoria indistinta.
I Progetti sono ben realizzati anche perché mantengono separato il contesto delle singole chat. I messaggi di una conversazione non diventano automaticamente visibili alle altre; anche i documenti allegati a una chat non vengono trasferiti da soli nelle altre conversazioni del progetto. Se uno stesso documento serve altrove, devi selezionarlo nuovamente dalla libreria o caricarlo nella chat interessata.
Questo evita che materiali appartenenti a fasi diverse vengano mescolati senza controllo. Significa però che devi usare lo strumento con consapevolezza: il progetto organizza le conversazioni e distribuisce le istruzioni previste, ma non sostituisce la gestione del fascicolo e non indovina quali documenti vuoi utilizzare in ogni singolo passaggio.
Nelle istruzioni conviene inserire soltanto ciò che è stabile e davvero comune. Fatti specifici, allegati, scadenze e richieste particolari vanno invece forniti nella chat corretta, verificando sempre che lo strumento stia lavorando sul materiale giusto.
8) Perché questa funzione è utile nello studio legale.
La qualità di un atto dipende dall’avvocato, dalla conoscenza della pratica, dalla selezione delle fonti e dalla capacità di scegliere che cosa sostenere. Tuttavia, una parte della qualità nasce anche dalla costanza: applicare sempre gli stessi controlli, mantenere una struttura leggibile, evitare certe cattive abitudini e non perdere per strada passaggi importanti.
Un progetto consente di rendere esplicito questo metodo. Può anche aiutare lo studio a confrontarsi sulle proprie regole di scrittura: prima le metti per iscritto, poi le migliori nel tempo, eliminando quelle vaghe e precisando quelle che producono risultati ambigui.
Per approfondire il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla scrittura forense, avevo già parlato di ChatGPT e atti giudiziari qui: https://www.farelavvocatoebellissimo.it/2025/09/04/chatgpt-per-scrivere-gli-atti-giudiziari/. Puoi leggere anche la mia classifica ragionata degli strumenti di intelligenza artificiale: https://www.farelavvocatoebellissimo.it/2026/02/26/intelligenze-artificiali-una-classica/ e le considerazioni sulla legge italiana in materia di AI e professione forense: https://www.farelavvocatoebellissimo.it/2025/10/23/nuova-legge-sullai-e-professione-forense/.
9) Non è il pilota automatico dell’avvocato.
Le istruzioni comuni migliorano la coerenza, ma non garantiscono la correttezza. Un modello può fraintendere un documento, saltare un’eccezione, proporre una fonte non pertinente o produrre una frase molto convincente ma giuridicamente sbagliata. Un atto destinato al deposito deve essere letto, controllato e assunto dall’avvocato in ogni sua parte.
Anche riservatezza e protezione dei dati richiedono una valutazione seria. Prima di caricare documenti o informazioni dei clienti devi verificare condizioni del servizio, impostazioni, ruoli privacy, tempi di conservazione e regole dello studio. La comodità di un progetto non cambia la natura professionale dei dati che vi inserisci.
La documentazione ufficiale di Simpliciter sui Progetti è disponibile qui: https://help.simpliciter.ai/casi-duso/progetti/. È utile consultarla anche perché l’interfaccia e le funzioni di un servizio online possono cambiare nel tempo.
10) Il metodo professionale diventa riutilizzabile.
Ciò che mi convince dei Progetti è la loro concretezza. Non aggiungono soltanto un’altra cartella alla barra laterale: permettono di portare dentro lo strumento una parte del metodo professionale che normalmente rimane nella testa dell’avvocato, in appunti sparsi o nelle correzioni fatte ai collaboratori.
Con 5.000 caratteri puoi definire le regole fondamentali, usarle nelle nuove conversazioni e spostare nel progetto una chat nata altrove quando il lavoro evolve. Puoi così passare dall’approfondimento alla redazione senza perdere il percorso già compiuto e senza dover impartire ogni volta le stesse indicazioni.
È un’altra caratteristica che rende Simpliciter molto interessante come intelligenza artificiale specifica per avvocati. Non perché sappia fare l’avvocato al posto nostro, ma perché può adattarsi meglio al modo in cui ciascuno di noi ha scelto di farlo.
11) Passa all’azione.
Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.
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