Chatgpt per scrivere gli atti giudiziari.

Le intelligenze artificiali sono ancora ben lontane dal poterti scrivere in modo corretto un atto giudiziario e temo che, per quanto i progressi siano sorprendenti, non arriveranno mai a poter sostituire il lavoro di un «umano» ben preparato e in grado di scrivere bene, cioè un avvocato umanista, che è il modello di professionista forense che sostengo e predico da sempre.

Ci sono però alcune cosettine in cui chatgpt può aiutare molto gli avvocati impegnati nella stesura di un atto giudiziario o di una lettera stragiudiziale.

Ti faccio un paio di esempi reali che ho avuto occasione di utilizzare io stesso di recente nell’esercizio della professione.

Una lettera di richiesta di risarcimento scritta da un cliente in prima persona, che non si sente poi tuttavia di inviare da solo ma che vuole far inviare da te come avvocato.

In un caso come questo, puoi dare in pasto a chatgpt la lettera scritta dal cliente in prima persona e chiedergli di riformularla come se fosse stata scritta da te come avvocato. Basta inserire questo «prompt» e di seguito incollare il testo della lettera del cliente. La chat restituirà un testo quasi perfetto, da copiare e incollare poi e da ultimo nella tua lettera di intervento.

Una cosa assolutamente fondamentale e irrinunciabile è ovviamente questa: bisogna sempre leggere con attenzione e controllare gli output restituiti da chatgpt. Nel mio caso, devo dire che non ho dovuto effettuare nessuna correzione, il testo era stato restituito in modo assai corretto.

Un altro caso di utilizzo per parziale rielaborazione cui mi è capitato di dar corso è quello della redazione di un atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, nella vicenda relativa al quale quale i miei clienti avevano avuto occasione, prima di dare a me l’incarico, di presentare una denuncia querela molto dettagliata. Per ricavare parte della narrativa dell’atto di opposizione, dunque, ho copiato il testo del PDF della querela, dopo averlo passato all’OCR, e l’ho dato in pasto a chatgpt, chiedendole di mettermelo in terza persona, come se fosse raccontato da un narratore esterno o, appunto, dall’avvocato dei signori.

Anche in questo caso mi è stato restituito un output molto utile, anche se devo dire che un paio di correzioni – peraltro minime – le ho dovute fare: ma ci sta, anche considerando che in questo secondo caso si trattava di un testo molto più lungo – un autore particolarmente ingeneroso potrebbe anche aggiungere «e vergato in originale da un carabiniere!».

Dunque, in conclusione, l’intelligenza artificiale va assolutamente utilizzata già da adesso nello svolgimento della professione forense, essendo uno strumento come gli altri e che, come gli altri, va capito e contestualizzato, per comprendere quando e come può essere più opportunamento impiegato.

A mio giudizio, non si può nè rinunciare ad usarla, nè farci, al contrario, affidamento totale, pena una qualità peggiore dei servizi legali che come avvocati eroghiamo al pubblico.

Ma ecco i tuoi compiti a casa per oggi, i primi dei quali a costo zero:

  • iscriviti al blog ufficiale di farelavvocatoebellissimo e al canale youtube dove potrai, rispettivamente, leggere un post alla settimana e vedere un video di un solo minuto con informazioni fondamentali come queste per svolgere bene la professione oggigiorno;

  • chiama il numero 059 761926 per iniziare un percorso di coaching con me e diventare un avvocato ricco e soprattutto felice.

Rock ‘n roll!


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