4 Commenti

  1. Ciao Tiziano, in effetti al 90% sono d’accordo con te. La messaggistica “flash” ha preso troppo piede, e forse abbiamo lasciato prendere troppo piede anche ai nostri clienti. Io personalmente uso la messaggistica «flash» per appuntamenti e per brevissime comunicazioni (mi fa anche da promemoria), salvo naturalmente amici e parenti; naturalmente se devo comunicare un provvedimento, o menzionare una scadenza di un atto, ad esempio un appello, ovviamente preferisco inviare una PEC al cliente o comunque alla mail che mi ha indicato nel contratto come il suo riferimento postale (con obbligo di riscontro), per lasciare qualcosa di scritto e per predisporre (purtroppo è così) le prove che ho fatto tutto il mio dovere. Nel mio tariffario personale, che faccio sottoscrivere al cliente, ci sono gli sms, le mail e tutta la messaggistica. Tra l’altro uso moltissimo i programmi di dettatura professionali, che funzionano abbastanza bene. Se poi devo trattare problemi giuridici, impostare una strategia processuale o o comunque dialogare con il cliente, il dialogo deve essere diretto ed in presenza, o comunque in telecomunicazione, e comunque de visu. Abbracci e buon lavoro. Luca

    1. Sì certo, le variazioni possibili sul tema sono tante, ognuno può regolare finemente la materia come meglio, crede, l’importante è non basarsi troppo sulla messaggistica asincronca, cosa che oggigiorno tutti tenderemmo purtroppo a fare in modo eccessivo.

  2. Sono completamente d’accordo su quanto esposto.Oltre che vigliacco, la messaggistica incentiva il cazzeggio per chi non ha veramente “desiderio” di risolvere un problema

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