Avvocato supermercato

L’avvocato al supermercato: consulenza low cost?

1) Quando l’avvocato arrivò al supermercato.

Nel 2008 fece discutere un servizio riservato ai soci di alcune cooperative lombarde: mezz’ora di orientamento con un avvocato al prezzo simbolico di cinque euro. Gli incontri riguardavano soprattutto famiglia, condominio, contratti e sanzioni amministrative. L’iniziativa prometteva di portare una prima informazione legale in un luogo quotidiano e accessibile.

2) Il prezzo basso non è di per sé uno scandalo.

Una consulenza economica o gratuita può avere una funzione sociale importante. Può aiutarti a capire se esiste davvero un problema giuridico, quali documenti raccogliere e a chi rivolgerti. Può anche evitare cause inutili. Il punto non è difendere una tariffa elevata per principio, ma comprendere quale prestazione venga offerta e con quali limiti.

3) Orientamento non significa gestione completa.

Mezz’ora può bastare per un primo inquadramento, non sempre per studiare documenti, verificare fatti, svolgere ricerche e costruire una strategia. Se il servizio viene presentato come orientamento iniziale, il cliente sa che potrà essere necessario un approfondimento separato. Se invece viene percepito come soluzione completa a qualunque questione, il prezzo simbolico rischia di creare aspettative sbagliate.

4) La qualità non coincide automaticamente con il costo.

Una prestazione cara può essere mediocre e una prestazione gratuita può essere eccellente. Tuttavia il lavoro intellettuale richiede tempo, preparazione, responsabilità e organizzazione. Un modello sostenibile deve chiarire chi remunera quel lavoro, come vengono scelti i professionisti e quanto tempo reale possono dedicare a ciascun caso.

5) Le condizioni indispensabili.

Un servizio legale in un contesto commerciale può essere utile se garantisce:

  • uno spazio realmente riservato;
  • professionisti competenti e indipendenti;
  • informazione trasparente su natura e limiti del colloquio;
  • tutela dei dati e assenza di pressioni commerciali;
  • libertà del cliente di scegliere se e con chi proseguire.

Senza queste condizioni, la comodità rischia di prevalere sulla protezione della persona.

6) Il problema dell’accesso alla giustizia.

Il successo di iniziative simili rivela un bisogno reale: molte persone non sanno a chi chiedere un primo orientamento o temono costi imprevedibili. La risposta non può essere soltanto criticare il “low cost”. Avvocati, ordini e istituzioni dovrebbero rendere più comprensibili preventivi, servizi disponibili e strumenti di tutela.

7) Un servizio semplice, non semplicistico.

Scendere al supermercato e tornare a casa con una preoccupazione in meno è un’immagine efficace. Perché non diventi un’illusione, la consulenza deve restare semplice nell’accesso ma rigorosa nel metodo. Il valore non dipende dal luogo in cui incontri l’avvocato: dipende dalla qualità dell’ascolto, dalla chiarezza e dalla responsabilità con cui viene trattato il tuo problema.

8) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

Non hai una polizza di tutela legale? Anche se sei un avvocato, può esserti estremamente utile https://blog.solignani.it/2007/04/26/tutela-legale-polizza-spese-avvocato/


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7 Commenti

  1. Mha sono sbigottito per sta notizia -.-
    Provengo da un esperienza di 3 anni come dipendente Coop e so' solo che vengono fatte le iniziative piu' disparate , corsi e attivita' extra lavorative all'interno dei supermercati spendendo soldi e risorse in attivita' che vanno a discapito di tutto il resto solo a scopo Pubblicitario ,e dalla qualita' pessima.. Ormai le Coop sono vere e proprie S.P.A. si pensa a sti fronzoli quando ci sono all'interno dei supermercati condizioni igeniche orripilanti , dipendenti malcontenti , responsabili e quadri completamente inadatti ai ruoli che ricoprono visto che per l'80% occupano tali posizioni per i soliti motivi di leccaculismo o conoscenze varie. Ci manca poco che apra pure na Tv privata. per non parlare delle Tonnellate di prodotti che vengono gettati nei cassonetti piu' vicini perchè graffiati o ammaccati. Sti avvocati in primis dovrebbero fare Causa alla coop e denunciare tali condizioni. Purtroppo ai clienti e ai soci questa visione della coop non arriva e continuano a "finanziarla" tramite la quota soci o i C/C altrimenti sarebbe gia' fuori dal mercato Econimico da un pezzo.

  2. Beh che le coop oramai siano come delle spa non è una novità. Purtroppo iniziative come questa degli avvocati e le altre che dici tu hanno sempre molto appeal su una buona fetta di utenti, per il resto le coop prosperano come prospera, oggigiorno, qualsiasi ipermercato, alla faccia della comodità di un tempo di avere il piccolo negozio sottocasa, dove la roba costava un pelo di più ma se ne comperava meno e soprattutto ci si poteva anche fidare di più, oltre che essere molto comodo e non ti costringerti a prendere la tangenziale per andare a fare la spesa… Grazie per il tuo intervento, comunque, l'ho letto con molto interesse.

  3. Deontologia a parte,questioni partitiche a parte e premesso che – come noto a chi mi conosce – sono un mercantilista convinto e felice, devo dire che l'iniziativa, che ignoravo, lascia perplesso anche me.Mi è stato insegnato che, al di là di tutto,non bisogna svendere la nostra professione.Se c'è una persona bisognevole,le si dà una mano con il minor incomodo economico possibile,ma questo deve rientrare nella eccezionalità della professione.Studiamo,apriamo studi,paghiamo dipendenti (chi ce li ha,beato lui) e rischiamo la nostra faccia per questa professione.Non è questione di metalmeccanici,nemmeno le donne delle pulizie prendono 5 euro all'ora.E,purtroppo,ancora una volta,si gioca sulla pelle di consumatori poco accorti (che non capiscono che se costa troppo poco è verniciato col piombo!)e di giovani professionisti alla fame.

  4. Sì hai ragione caro Francesco anche a me a volte capita, in casi eccezionali, di regalare un consiglio o una consulenza, credo che sia una facoltà di tutti, ed in effetti piuttosto che andare a lavorare per 5€ all'ora preferirei farlo gratuitamente, a dichiarato scopo di volontariato.

  5. Sono un avvocato che lavora a Bergamo.
    Faccoio già il consulente di alcune associazoni e mi piacerebbe approfondire l'argomento, non solo per Bergamo, per motivi familiari infatti vado a Firenze ogni mese.
    Avv GAETANO D'ANDREA

  6. Mi si consenta di sollevare un dubbio sul presunto dipendente COOP informato di tutto…..
    Su internet io posso essere anche il presidente della repubblica.
    Il professionista vale per quanto è in grado di fare :
    lo studio elegante in palissandro nel palazzo centralissimo servono ad attrarre un certo tipo di clientela.
    Un altra clientela si accontenta del risultato anche se deve ascoltarlo da impiedi.
    I costi,sono ovviamente diversi.
    Il costo di 5 euro è chiaramente un incentivo a non “bidonare” l’appuntamento.

    Cosa ne viene in tasca all’avvocato?
    Magari quei 5 euro,magari una integrazione di COOP,magari nulla,noi non lo sappiamo.
    Sicuramente non tariffe da studio di palissandro.
    Perchè lo fa?
    Magari è giovane e vuole farsi pubblictà,tanto lo sfrutterebbero ugualmente negli studi e magari è anche disoccupato.
    Magari è uno straricco che decide di dedicare un giorno delle settimana ad altri (esiste anche se raro).

    Le sue parole hanno un valore?
    Ripeto dipende dalla capacità e dalla motivazione e da come vive questo giorno che mette a disposizione di altri.
    Esistono anche grandi nomi che non guarderebbero nemmeno piccoli casi.
    Piccolo caso,piccolo avvocato…..la domanda e l’offerta si incontrano…perchè no…?

    E anche il grande nome va a fare la spesa al supermarket….non sempre si fa consegnare a domicilio dal negozio di lusso….come mai?

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