Server Linux protetto ma esposto al rischio malware

Linux è davvero immune da virus e malware?

1) Linux non è immune dal malware.

Si sente ripetere spesso che GNU/Linux sarebbe immune da virus e malware. È una semplificazione rassicurante, ma sbagliata. Nessun sistema operativo collegato a una rete può essere considerato invulnerabile.

Linux dispone di caratteristiche che possono ridurre alcuni rischi: una separazione rigorosa dei privilegi, repository software controllati e una cultura dell’aggiornamento molto sviluppata. Questi vantaggi, però, non sostituiscono una buona amministrazione del sistema.

2) Quello che accadde al server del mio studio.

Anni fa il server Debian del mio studio fu colpito da un trojan. Il malware aveva compromesso un file essenziale per l’avvio e il problema emerse quando, dopo un’interruzione dell’alimentazione, fu necessario riavviare la macchina.

La vulnerabilità del kernel era già stata corretta dai manutentori Debian. Sul server, tuttavia, era installato un kernel compilato appositamente dal consulente: non riceveva automaticamente gli aggiornamenti distribuiti insieme al resto del sistema. Il punto debole non era quindi Linux in quanto tale, ma una configurazione sottratta al normale ciclo di manutenzione.

3) Perché oggi il rischio è ancora concreto.

I sistemi Linux sono diffusissimi su server, infrastrutture cloud, dispositivi di rete e macchine aziendali. Proprio per questo costituiscono un bersaglio interessante. Gli attacchi possono sfruttare vulnerabilità non corrette, password deboli, servizi esposti, pacchetti provenienti da fonti non affidabili o errori di configurazione.

La quantità di correzioni pubblicate nell’elenco degli avvisi di sicurezza di Ubuntu dimostra che le vulnerabilità esistono e vengono continuamente individuate e risolte. La sicurezza dipende anche dalla rapidità con cui quelle correzioni vengono installate.

4) I vantaggi di Linux non sono una formula magica.

Linux rimane una scelta eccellente per server e postazioni di lavoro. La trasparenza del codice, la gestione dei privilegi e gli aggiornamenti centralizzati rappresentano vantaggi reali. Non autorizzano però a trascurare backup, monitoraggio e manutenzione.

Presentare Linux come un sistema inattaccabile crea un falso senso di sicurezza. È più corretto dire che può essere molto sicuro quando è configurato bene, mantenuto aggiornato e amministrato con attenzione.

5) Le precauzioni essenziali.

Per ridurre concretamente i rischi devi:

  • installare tempestivamente gli aggiornamenti di sicurezza; – usare soltanto repository e pacchetti affidabili; – evitare personalizzazioni che interrompano il normale ciclo degli aggiornamenti; – limitare i privilegi amministrativi e proteggere gli accessi con autenticazione forte; – disattivare i servizi di rete non necessari; – conservare backup separati, verificati e realmente ripristinabili; – controllare periodicamente log, accessi e comportamenti anomali.

L’antivirus può essere utile in alcuni contesti, specialmente quando il sistema scambia file con macchine Windows o gestisce posta elettronica. Non deve però diventare l’alibi per trascurare tutto il resto.

6) La sicurezza è un processo, non un prodotto.

La lezione più importante è la stessa raccontata in La sicurezza informatica è imprescindibile: strumenti e piattaforme aiutano, ma la sicurezza nasce da procedure costanti.

Anche il furto di dati subito da LastPass ricorda che non basta affidarsi alla reputazione di un prodotto. Devi sempre prevedere che qualcosa possa andare storto e organizzarti per limitarne le conseguenze.

Linux offre molti vantaggi, ma va presentato per quello che è: uno strumento potente, non un talismano contro gli attacchi.

7) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

Metti mi piace se ti è piaciuto questo post e iscriviti adesso al blog per essere avvisato quando escono contenuti come questo.


Scopri di più da fare l’avvocato è bellissimo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Unisciti a 83 altri iscritti

5 Commenti

  1. ciao,
    😀
    mi sento chiamato in causa

    ti dico solo questo:
    hai ragione a dire che la frase "Linux è immune dai virus" è esagerata.. (ed infatti poi parlo dei Worm)
    quello che ha colpito il tuo server era un Worm, ha sfruttato una falla nel kernel per "infettarti"

    e come ho spiegato nella parte in cui parlo dei Worm: non c'è garanzia assoluta, ma gli incessanti aggiornamenti (che tu non hai fatto) e la risoluzione rapidissima delle falle limita il problema a tal punto (anche restringendone la diffusione) che il problema quasi scompare

    🙂
    se avessi aggiornato il kernel sarebbe successo? 🙂
    evidentemente poi avevi lasciato qualche servizio attivo sul tuo server.. e pubblicamente accessibile dal web..
    il che mi fa pensare che più che una falla nel kernel sia stata una falla in qualche servizio in funzione sul tuo server ad aver causato il "buco"

    il kernel non è un servizio di rete 😉

    il mio articolo è comunque rivolto all'ambito desktop, dove non ci sono servizi attivi come per i server 🙂

  2. No io ho fatto sempre gli aggiornamenti, solo il mio kernel non era aggiornabile perchè usavo una versione compilata in casa. La Debian se tu ti compili da solo il kernel non lo aggiorna come fa con tutti gli altri pacchetti, dovresti tu ogni tanto ricompilartelo a mano. Dopo quell'avventura, ho sempre e solo usato i kernel della distribuzione e ho lasciato perdere quelli compilati in caso.

    Infatti, come dicevo, se avessi tenuto aggiornato il kernel non sarei stato infettato.

    La vicenda per me comunque è stata solo una occasione per parlare dei luoghi comuni e delle "garanzie" che molti operatori offrono in termini di difesa dal malware, che in realtà opera su tutte le piattaforme, purtroppo.

  3. Mi sembra un'"analisi" (notare le virgolette) un po' forzata.
    Ti spiego il mio punto di vista.

    Se hai un server (e quindi dei servizi di rete in ascolto), dovresti anche avere un IDS e un tool per l'individuazione (e rimozione) dei virus. Inoltre i servizi di rete più critici andrebbero fatti girare in una chroot jail, e quelli che non girano in chroot jail, almeno con permessi limitati(ssimi).

    Infine dovresti sempre tenerlo aggiornato, anche (e a maggior ragione) se alcune parti del tuo sistema, le hai compilate/customizzate tu. Se hai compilato il kernel, dovresti come minimo andare a controllare periodicamente quali patch sono uscite e cosa coprono, per applicarle immediatamente. Se non ti va di farlo, puoi sempre tornare ad usare il kernel (o il pacchetto) ufficiale della distribuzione.

    Linux non è immune dai virus. Almeno nel senso "alto" della parola "virus", non certo a quello a cui ci ha abituato Windows. Ma può essere facilmente reso molto resistente.

    La rapidità di correzione delle falle, la diversità delle distribuzioni, l'utente medio più sveglio della media degli utenti di altri sistemi operativi, e i costanti cambiamenti (a volte anche radicali) lo fanno un bersaglio molto difficile da colpire.

    Certo è che se uno si mette fermo con un bel bersaglio al collo, magari prima o poi lo beccano. Linux è in continuo movimento, non tiene bersagli sul collo, e generalmente evita di frequentare i poligoni di tiro. Questo lo fa più resistente.

  4. non c'è peggior virus di un amministratore di sistema incauto e impreparato. Puoi avere Windows, Linux, MacOsX.. ma se c'è una persona che non è proprio del mestiere o quanto meno aggiornata c'è poco da fare.

    La vera sicurezza? Spegnere il computer e assicurarsi che i cavi di rete siano staccati.

  5. @ tutti
    Io non sono un informatico, ma un giurista, diciamo così, con la passione per l'informatica. Siccome ho visto spesso società di consulenza e assistenza che propongono l'adozione di sistemi GNU/Linux sostenere che con Linux non si prendono virus e, soprattutto, che non è necessaria tutta la manutenzione e l'assistenza che si ha con windows, ma che sono sistemi che si manutengono da soli, ho colto l'occasione di questo post, in realtà poi tutto sommato equilibrato, per dire la mia, dal punto di vista più giuridico che tecnico, dal momento che penso che affermazioni di questo genere potrebbero fondare la responsabilità del consulente, una delle tematiche di cui mi occupo nel blog. Ho citato un episodio personale giusto per condire l'argomento, ma senza pretesa di completezza, non ricordo neanche il nome del trojan che avevo preso.

    @7di9
    Sono perfettamente d'accordo, sono le stesse cose che ho detto io, che GNU/Linux non è immune da virus, che la differenza con altri sistemi è che può essere reso più sicuro molto più facilmente degli altri. Però come dici tu i problemi di sicurezza ci sono anche per GNU/Linux, specialmente per i server aperti sulla rete.

    @daniele
    Anche qui sono del tutto d'accordo. Una mia amica ha preso un virus anche sul cellulare, tramite bluetooth, su Symbian, accorgendosene una sera che il telefono aveva incominciato a chiamare all'impazzata numeri a caso. Quindi l'unica regola è che ogni apparato informatico, per quanto anche ridotto, richiede a) regolare manutenzione e aggiornamento b) precauzioni da parte dell'utente. E nessun prodottore o consulente può garantire l'immunità da malware, ma solo una particolare attenzione alla sicurezza, semmai.

Rispondi