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Avvocati di successo: intervista con Elisa Lo Iacono

Note dell’episodio.

In questa puntata del podcast, la registrazione di una chiacchierata / intervista con Elisa lo Iacono di «avvocati di successo», con osservazioni e indicazioni utili per tutti gli avvocati.

A mero titolo di esempio, abbiamo parlato anche di:

  • validità delle sessioni one to one per una buona formazione degli avvocati;
  • content marketing come strumento essenziale, a condizione che il linguaggio sia chiaro: bisogna abbandonare il legalese, poi deve essere semplice ed empatico, altro requisito della produzione di contenuti è la costanza, il lettore deve anche affezionarsi, bisogna affrontare anche le tematiche che il cliente sente, l’obiettivo è “risolvere un problema”;
  • «il web non è la bacchetta magica», la soglia di attenzione si è abbassata, siamo verso l’analfabetismo funzionale, occorre veramente che la semplicità sia portata all’estremo;
  • disegnare la buyer persona, arrivare a conoscerlo bene: quando tu scrivi, la persona che legge ha l’impressione che tu stia parlando proprio a lei;
  • costruzione di un brand: una sorta di specializzazione, il settore al quale ci si rivolge con maggiore frequenza;
  • bisogna sempre iniziare dalla ricerca dei clienti.

Contattare Elisa.

Elisa può essere contattata al suo sito www.avvocatidisuccesso.it, scrivendo una mail a info@avvocatisuccesso.it, oppure telefonando al numero 328 8334738

Conclusioni.

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Il film di avvocati per eccellenza non è un film di avvocati.

Di tutte le pellicole di ambientazione forense, alcune delle quali estremamente pregevoli, accurate e belle da guardare, l’opera che mostra più di tutte cosa significhi fare l’avvocato é questa, che non ha avvocati per protagonisti.

La vicenda riguarda infatti un gruppo di lobbisti del tabacco, gente pagata per promuovere il consumo di sigarette ed altri prodotti analoghi, oggi ovviamente, a seguito delle note campagne antifumo e del politicamente – e soprattutto sanitariamente – corretto, visti con assoluto fastidio, biasimo e disprezzo dall’uomo medio contemporaneo.

Il lavoro di questi lobbisti mostra una realtà condivisa con il lavoro degli avvocati, la cui qualità principale resta sempre la capacità di essere anticonformisti e la devozione alla verità, sia pur quella, piccola, del caso da loro seguito, rimanendo scevri da condizionamenti esterni, tendenze e mode, a costo di affrontare biasimo generale e solitudine.

Una sensazione che ho provato in modo molto chiaro, ad esempio, quando ho assunto la difesa di quella persona che aveva violentato una donna qui a Vignola.

Ma l’ho fatto volentieri, con piena convinzione, e lo rifarei mille volte: fare questo mestiere significa accettarne gli onori, peraltro sempre più scarsi, ma anche gli oneri, quando capitano. O almeno averne la capacità o essere disposti ad assumerli, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Le persone non sanno che senza un avvocato non si può fare nessun processo e che senza processo non si può mettere in carcere nessuno, per cui un legale é necessario anche per incarcerare le persone.

Non è solo che non lo sanno. É più che non lo vogliono sapere. Per la gente, la giustizia non è un sistema che garantisce processi equi, ma semplicemente un apparato che faccia quello che la gente ha
intimamente deciso – solitamente l’ergastolo e solo perché non si può più linciare – e che lo faccia in tempi brevi, perché aspettare il compiersi di apposite procedure é una perdita di tempo e comunque da mammolette.

Così fare l’avvocato significa non solo mettersi contro altri avvocati, magistrati, ma spesso diventare impopolare presso la gente comune, quella che non può e soprattutto non vuole capire il valore del tuo andare controcorrente.

Pro veritate adversitatem diligere: se vuoi fare questo mestiere devi avere un’alta devozione alla verità, o quantomeno considerazione del gesto di chi si rivolge ad ascoltare e tentare di aiutare anche un reietto che gli altri vorrebbero solo veder sparire per sempre, tanto da sviluppare addirittura il piacere di affrontare le avversità che da tale devozione, o chiamata, derivano.

Per tutti gli altri c’è il concorsino.

Chiama il numero 059761926 per prenotare la tua call gratuita sul mio coaching per avvocati.

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Telegram premium: converte i vocali.

La gente ama talmente tanto i vocali che é disposta a pagare per avere la versione testo da poter leggere come un normale messaggio.

Questa cosa, comunque, é interessante per chi come me crea podcast e può usare questo sistema per avere una trascrizione delle puntate.

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Severo per severo.

Sulla Segre io sarei stato molto più severo circa la sua nomina a senatrice a vita.

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Tradizioni italiane.

Chi porta ancora la mascherina a novembre non ha né i denti né i soldi per la dentiera.

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Un altro decesso improvviso.

Auspico nuovamente che il governo in carica svolga una inchiesta seria e senza pregiudizi in alcun senso su tutte queste morti. Lei era un medico, tra l’altro.

«La segretaria della sezione desenzanese del Partito democratico Luigina Rosa è morta nella notte tra mercoledì e giovedì,
improvvisamente stroncata da un malore. Aveva solo 61 anni.»

https://bit.ly/3NA4kUb

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Scientismo: la (non) scienza di sinistra.

Un medico che si inietta qualsiasi vaccino a prescindere crede nella scienza non come tale, cioè come metodo, ma come se fosse una religione, quindi non é uno scienziato, bensì uno scientista.

Adora un falso idolo e non può produrre nulla di buono.

Credere nel metodo scientifico – la scienza non è niente di più di un metodo! – significa mettere in dubbio, accertare, sperimentare, attenersi alle evidenze fornite dalla realtà.

E cambiare le conclusioni in base alla realtà, mai viceversa.

Tutto il resto è una religione dove al posto di Dio é stato messo un idolo, operazione totalmente scriteriata e infertile.

La scienza é l’esatto contrario del dogmatismo, richiede uno scetticismo di default che nessuno di coloro che oggi si proclamano scienziati manifesta.

Costoro non sono scienziati, ma persone che vogliono indurti ad obbedire loro con il pretesto della scienza: ti dicono che se non ti conformi sei un ignorante, quando invece è vero l’esatto contrario, eviti di comportarti da ignorante quando metti tutto in dubbio e provi a ragionare con la tua testa.

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Nuove pecette crescono.

Anche la ridicola pecetta di regime messa in calce da facebook, in questo novembre post-pandefuffico, ha cambiato contenuto e tono, in una sua nuova versione.

Prima, ammoniva, con totale sicumera, come i vaccini anticovid fossero «sicuri» e «sottoposti a numerosi test», mentre invece adesso ripiega strategicamente su di un mero invito a visitare un «centro
informazioni» sui vaccini stessi.

Sic transit gloria mundi, anche a Meta hanno dunque deciso di abbassare, finalmente, la cresta.

Del resto, la realtà è un dettaglio che però non puoi riuscire a trascurare per sempre.

Iscriviti al blog noinonvaccinati per le risorse e la difesa della libera scelta.

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Evviva i sanitari non vaccinati.

Quanto livore ideologico, quanta presunzione e quanti giudizi verso i sanitari che avevano, legittimamente e pagando in prima persona, scelto di non fare un vaccino che i mesi successivi hanno dimostrato essere del tutto inutile sia per evitare di contagiarsi sia per impedire il contagio altrui.

Il governo ha fatto benissimo e il decreto legge che finalmente li rimette al lavoro é letteralmente sacrosanto, dopo una messe enorme di provvedimenti che hanno calpestato non solo la carta costituzionale ma un minimo di buon costume ed etica in ambito politico.

Va ricordato di nuovo, per l’ennesima volta, che l’essenza stessa della scienza é il dubbio e la libertà di ognuno di praticarla secondo le proprie conoscenze ed esperienze, mentre quello che oggi si vorrebbe propagandare per scienza é in realtà uno scadente scientismo o dogmatismo in cui alcune circostanze dovrebbero essere accettate come verità di fede, cui non rinunciare anche quando smentite dalla realtà dei fatti.

Finalmente é stata eliminata una grave ingiustizia, ma la vibrante crisi di rigetto verso il provvedimento del governo dimostra platealmente che quella inammissibile discriminazione era di fatto sostenuta da una fetta consistente della società e della classe politica, a favore dell’autoritarismo anche in ambito sanitario.

Dobbiamo continuare a vigilare affinché abomini del genere non possano mai ripetersi.

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Sanitari: possono tornare al lavoro.

É finita l’odissea dei sanitari non vaccinati. Dopo due rinvii e la possibilità di un terzo, il governo ha rimosso tutti i limiti senza nemmeno aspettare la fine dell’anno.

É stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 31 ottobre 2022, n. 162, che prevede la fine dell’obbligo vaccinale per i sanitari da oggi, primo Novembre 2022, all’art. 7.

Nell’ultimo anno ho seguito e ascoltato tanti sanitari ingiustamente e senza alcun vantaggio pratico privati del lavoro, ne ho raccolto le sofferenze e sono oggi molto felice per la fine di un incubo.