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Usare un gestore di password: indispensabile per un avvocato.

Usare un gestore di password, o meglio di credenziali (formate, di solito, da una coppia nome utente e password), è assolutamente indispensabile per un avvocato oggigiorno.

Eppure, vedo tutti i giorni avvocati che non lo fanno.

Non puoi essere efficiente nel tuo lavoro se non ti munisci di uno strumento come questo. Oltre a non essere efficiente, rischi anche di non essere professionale se ad esempio fai cose sbagliatissime come usare la stessa password per più siti! Quest’ultima cosa, tra l’altro, può essere anche fonte di responsabilità professionale, dal momento che tu, nell’esercizio della professione forense, tratti spesso dati sensibili o sensibilissimi.

percentuali riutilizzo stessa password

Detto in altri termini, dunque, una delle competenze fondamentali necessarie per svolgere la professione forense è l’abilità di gestire in modo efficace e funzionale la sicurezza informatica.

È vero, un tempo non era così. Ma oggi, in piena rivoluzione digitale, dove i depositi non si possono neanche più, per legge, fare in cartaceo, è ora di accettare la realtà.

Puoi fare, già oggi, qualcosa per rimediare.

Iscriviti al mio mini corso di un’ora via zoom in cui ti farò vedere come usare un gestore di password, in modo che al più presto anche tu possa iniziare a farlo per la tua vita professionale e anche personale.

Con un gestore di credenziali tutte le tue «chiavi» sono tenute al sicuro e sincronizzate su tutti i tuoi dispositivi. Ogni volta che avrai bisogno di accedere ad un sistema informatico, il gestore alzerà una finestra per proporti l’inserimento delle credenziali memorizzate. È efficiente, comodo, sicuro e molto poco costoso. Non esiste nessuna ragione per non usarlo, quando ne esistono migliaia per farlo.

Per organizzare il corso, sono partito da un sondaggio su calendly, in modo che ognuno dei partecipanti possa votare la «combo» data e ora che preferisce.

Raccolte le votazioni, fisserò la combo prescelta, quella più votata, e manderò a tutti gli iscritti il link per partecipare al corso.

La durata del corso è di un’ora, la piattaforma zoom e il costo è di appena 20€, un mero rimborso spese, che potrai pagarmi via PayPal o altrimenti.

Lascia un commento per maggiori informazioni o per chiedere un mini corso come questo, di breve durata, via collegamento audiovisivo e a basso costo, su altri temi che pensi ti possano interessare maggiormente.

Clicca qui di seguito per prenotare la tua partecipazione e votare la tua combo data / ora preferita.

Ci vediamo presto su zoom!

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Udienze in presenza: un metodo di annotazione.

In questo post, parlo di udienze in presenza per distinguerle da quelle a distanza o a trattazione scritta.

Quelle a trattazione scritta sono delle vere e proprie non udienze, l’ho detto ormai tante volte, e si traducono in una ulteriore memoria da depositare, sia pure più breve delle altre.

Quelle a distanza sono udienze che a me piacciono molto, la soluzioni sulla quale, a mio giudizio, avrebbe dovuto puntare la Cartabia, e personalmente tendo a fare tutte personalmente, sia perché sono poche sia perché si perde generalmente poco tempo a farle, non «mangiandoti» l’intera mattina ma tutt’al più un’ora, quando durano molto.

Le udienze a distanza via Microsoft Team tendo ad annotarle inserendole semplicemente in calendario.

Tutte le altre, cioè quelle da fare di persona in tribunale, le annoto, insieme ai miei colleghi di studio, in un foglio google on line, condiviso con tutti i membri dello studio, in modo che ognuno possa sia visionarlo che editarlo.

Ovviamente questo foglio è sottoposto a backup. Per fare questo, utilizzo un’applicazione che si chiama Insync, che mi tiene sincronizzato il mio google drive in un disco locale, a sua volta poi sottoposto ad ulteriori forme di backup.

Da vedere, un foglio google è Excel, quindi un foglio elettronico, dove si possono mettere in fila dati per righe e colonne, dando un formato specifico a determinate celle o righe o colonne di celle. Ad esempio, la colonna destinata a contenere l’indicazione della data dell’udienza vede il formato «data» come preimpostato.

Ho adottato un sistema del genere, nel lontano 2012, quando ho smesso di avere un gestionale e ho deciso di appoggiarmi, per tutte le attività dello studio, solo su servizi di utilità generale e non specificamente dedicati agli avvocati, per ragioni di semplicità, apertura e comodità di realizzazione delle strategie di backup – una decisione che non rimpiango affatto: a tutt’oggi, continuo a sconsigliare di usare un gestionale, pur dopo essermene costruito uno io stesso, illo tempore, con Access 97, che funziona ancora tanto è vero che ci sono studi che ancora lo utilizzano quotidianamente.

Ovviamente, creo un foglio o sottofoglio ogni volta che si passa ad un anno nuovo. In basso a sinistra, si possono vedere elencati tutti i sottofogli, corrispondenti ai diversi anni di «esercizio», nell’immagine qui sotto gli ultimi quattro.

20240226 - schermata.

Se noti, di fianco agli anni precedenti al corrente 2024 c’è un lucchetto.

Questo perché ogni volta che termina un anno chiudo il foglio mettendo una protezione, impedendo che per errore qualcuno vada a segnare in un anno diverso dal corrente un’udienza, cosa che per distrazione può sempre capitare.

Questa funzione di protezioe, offerta da fogli di google, è molto utile.

Naturalmente, il foglio elettronico è raggiungibile, consultabile e modificabile da qualsiasi dispositivo, sia da scrivania che mobile, e con qualsiasi sistema operativo, senza bisogno di installare niente, a condizione di disporre dei permessi necessari.

Personalmente, per aprire il foglio udienze utilizzo Alfred, il mio launcher di elezione sul Mac, con un workflow che legge i segnalibri di Mozilla Firefox. Per acedere al file, dunque, è sufficiente per me invocare Alfred e poi scrivere BM che sta per bookmark e «udienze», per vedere comparire il segnalibro che punta al file (Alfred fa una ricerca con la chiave «udienze» tra tutti i segnalibri di Firefox). Lo puoi vedere in azione nell’immagine che segue:

20240226 - schermata-1.

Per la modifica del file, utilizziamo un sistema di doppio controllo: l’udienza è inserita da me una volta che ricevo il provvedimento o il verbale in cui è prevista, poi, quando il documento viene mandato al cliente, viene mandato anche alla mia assistente che ha il compito di andare a controllare che io abbia inserito l’udienza in modo corretto.

In questo modo, e grazie a Dio, per il momento non abbiamo mai bucato un’udienza in diversi decenni…

E tu, che sistema utilizzi per annotare le tue udienze in presenza?

Scrivimelo qui sotto nei commenti.

Se hai domande sul mio sistema, ugualmente lascia un commento, risponderò.

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Il cimitero dei neuroni 🧠

Con la cartastraccia, il codice di procedura civile italiano é diventato l’ostacolo principale alla comunicazione e alla ricostruzione della realtà dei fatti nelle cause.

Lo era anche prima, per la verità, ma con questa ultima riforma é stato proprio consacrato come impedimento principale per poter iniziare e condurre una causa in modo funzionale.

Non si capisce ancora oggi spesso quale giudice o magistratura sia competente e con che rito dovrebbe giudicare, in compenso per poter andare davanti ad un giudice devi spendere centinaia di euro per una mediazione cui magari la controparte non aderisce e poi ulteriori spropositi di contributo unificato.

Poi quando finalmente sei partito ti puoi fare il segno della croce.

Se fossi un magistrato credo che chiamerei le parti davanti a me per chiedere loro di dirmi adesso che razzo vogliono: sempre meglio che leggermi quintali di documenti inutili, scritti con l’odioso, stantio e prolisso linguaggio degli avvocati o addirittura, cosa che purtroppo ormai capita sempre più spesso, scritti dai clienti stessi, cui gli avvocati fanno ormai da meri scrivani, in entrambi i casi senza un minimo di logica, strategia, conoscenza del diritto.

Ormai il processo italiano è il posto dove vanno a morire i neuroni dei migliori cervelli italiani, nonostante gli sforzi prodigati tutti i giorni da tante persone pure in gamba e pure di buona volontà.

Mi dispiace, ma io non credo più nella procedura, sarebbe di gran lunga preferibile che il codice venisse interamente abrogato e ognuno fosse libero di rivolgersi ad un giudice per esporre liberamente le proprie ragioni, senza alcuna formalità e sotto la direzione dello stesso, come avviene nei paesi anglosassoni dove le regole di procedura sono molte meno che da noi.

Gli avvocati resterebbero, ma sarebbero meno fumosi e lunari di quanto non siano costretti ad essere oggi e avrebbero molte più chances di tutelare davvero i propri clienti.

Anziché prendere per il q-lo forum e trasmissioni del genere, bisognerebbe prenderne esempio e, almeno per le questioni minori, uscire del tutto dalla procedura, lasciare che le parti partecipino con la maggior libertà di forme possibili, esattamente come in mediazione, solo che anziché un mediatore c’è un giudice che può fare un provvedimento.

Col codice attuale siamo partiti con lo scopo di non perdere troppo tempo e siamo finiti col perdere dieci volte tanto quello che temevamo di perdere.

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Thunderbird e archiviazione pec: non aggiornarlo!

Se segui il mio tutorial su come archiviare correttamente i messaggi pec – e se non lo segui, dovresti farlo – usi Thunderbird con il suo programma aggiuntivo ImportExportNG.

Trovi il tutorial descritto in questo post e in questo video.

Il problema è che le nuove versioni di Thunderbird non supportano più ImportExport.

Oggi ho avuto bisogno di archiviare i miei messaggi perché ricevevo errori di casella piena (anche se tale non veniva mostrata dagli stessi programmi di posta, che la riportavano all’82%, cosa per cui sospetto un problema di Aruba) e purtroppo ho scoperto che i Thunderbird che avevo installato sulle mie macchine erano stati aggiornati, mentre il plugin per l’esportazione nel frattempo non era stato sviluppato per essere compatibile con le nuove versioni.

Fare il downgrade di Thunderbird purtroppo non risolve rapidamente, perché quando installi una versione anteriore Thunderbird vuole che ricrei da capo il profilo coi tuoi dati, cioè devi riconfigurare da capo tutti i tuoi account. 

Se hai un backup, puoi andare a prendere il vecchio profilo, compatibile con la versione anteriore di Thunderbird che ti serve, dal backup stesso. Nel Mac, lo trovi nella cartella Library dell’utente, sottocartella «Thunderbird».

Per fortuna, avevo un Mac che non accendevo da tempo, un Air del 2013 – pensa, una macchina di oltre 10 anni fa – che tuttora si può utilizzare benissimo per lavorare, anche se l’avevo trascurato a favore di altre macchine più recenti.

In questo Mac, per fortuna, c’era una versione anteriore di Thunderbird, così ho potuto fare il backup.

Ti lascio un po’ di dati di riferimento.

Attualmente, il plugin ImportExport supporta Thunderbird fino alla versione 102 (la versione attuale invece è la 115).

Per scaricare le versioni anteriori di Thunderbird, si può andare qui.

La cosa importante, se fai ancora in tempo, è non aggiornare il tuo Thunderbird. Se per caso l’hai già aggiornato, non ti rimane invece che fare il downgrade e, se ne disponi, recuperare un profilo compatibile con la versione 102, altrimenti ricrearne uno da capo.

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Sale sale e non fa male.

Il livello generale di disagio mi ha sempre divertito.

Questo settembre, al rientro, devo dire di avere notato un brusco innalzamento della media e devo anche dire, ulteriormente, di essere per la prima volta un filino preoccupato.

É molto importante che ognuno di noi lavori sulla sua evoluzione e crescita personale, ma, se la società si sbriciola del tutto, ogni cosa è destinata a diventare più difficile, anche per i più
consapevoli.

Temo peraltro che non si tratti di cose nuove, ma di vecchi nodi che stanno venendo finalmente al pettine con tutta la loro gravità.

Non so ancora come si possa contrastare un decadimento emotivo e cognitivo del genere, ma giocoforza ci rifletterò molto.

Provo molta compassione per chi entra adesso nel mondo del lavoro, specialmente per chi andrà a svolgere mansioni a contatto con il pubblico: non hanno alcuna idea di quel che aspetta loro.

Che Dio ci aiuti.

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L’avvocato Jeff.

Jeff é un avvocato soddisfatto del suo lavoro.

Jeff non confeziona o diffonde meme ogni volta che arriva agosto per lamentarsi stupidamente di nuovo dei suoi clienti, peraltro
dimostrando di non saper scrivere correttamente in Italiano, cosa che per ogni avvocato, che lavora di base col linguaggio, é al contrario indispensabile.

Jeff lavora un po’ anche durante le vacanze per continuare a dare ai propri clienti le risposte di cui hanno bisogno o organizza il suo studio in modo che ci sia chi lo sostituisce.

Sii come Jeff o, se proprio non ci riesci, almeno non dimostrare a tutti per iscritto quanto sei asino.null

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O che bel mestiere fare il comparsista.

Stamattina lavoro un’oretta come «attista» o «comparsista» per un collega.

É una cosa che faccio con piacere con i colleghi con cui c’è una certa risonanza a livello di metodi, visioni e così via.

In effetti, separare le varie fasi del lavoro forense può essere utile e funzionale.

Con i miei clienti, ad esempio, il mio metodo é quello di scrivere quasi sempre gli atti insieme a loro, cosa che, se da un lato rende il lavoro sicuramente più difficoltoso, dall’altro consente di redigere atti molto più ricchi, in quanto nessuno conosce il suo caso con più dettagli del cliente.

Per contro, ci sono atti più tecnici, o esclusivamente tecnici, come ad esempio l’atto di precetto, ma anche il ricorso per cassazione quasi sempre, che possono essere benissimo scritti senza l’apporto diretto dell’assistito, che, a riguardo, avrebbe molto poco da dire.

Detto questo, per lavorare come comparsista, oggi, ci sono strumenti tecnologici eccezionali che consentono di svolgere questa attività senza che né il committente né il collaboratore si debbano spostare. Un tempo, infatti, bisognava trovarsi e consegnare un fascicolo cartaceo, con tutti i problemi che ne potevano derivare; ritrovarsi poi per valutare le varie bozze e così via fino alla chiusura dell’atto.

Oggi é sufficiente una prima sessione zoom in cui il «committente» illustra le caratteristiche del caso, dopodiché si può lavorare tranquillamente, ad esempio, usando una cartella condivisa di dropbox, dove il collaboratore scrive e ordina i documenti da produrre e il committente può vedere il progresso del lavoro «in tempo reale», fino alla chiusura dell’atto, che può essere direttamente preso e depositato.

Se sei un avvocato giovane, il fenomeno dell’outsourcing nella redazione degli atti ti può interessare sotto due profili.

Innanzitutto, per la possibilità di delegare uno o più atti ad avvocati con più esperienza, e, si spera, competenza, come me, ma anche tanti altri, magari per le pratiche in cui ti senti meno sicuro e dove staresti più sereno e tranquillo con un apporto esterno. Quasi sempre basta dividere, in qualche percentuale, il preventivo fatto al cliente, senza dunque avere nessuna spesa in più, ma rinunciando ad una parte di guadagno.

Oltre a ciò, se sei bravo a scrivere atti giuridici, al contrario, potrebbe essere per te una interessante opportunità di lavoro, anche per conoscere casi e fascicoli che nella tua pratica legale avresti raramente occasione di conoscere.

Rock n’ Roll

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mercatino Samsung Galaxy watch5

Vendo questo smartwatch, diametro 44mm, colore come da foto, acquistato in data 12.8.22 su Amazon Business e quindi con oltre un anno residuo di garanzia.

Modello solo bluetooth e non anche LTE.

Richiede cellulare Android.

Pagato 329€, vendo a 150 al primo che lo viene a prendere o lo prenota.

Oggetto in condizioni pari al nuovo, con caricatore, scatola e così via.

Durata della batteria eccezionale.

Contatti in privato.null

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Amazon prime per gli utenti professionali: come fare.

Non so te, ma io sono abbastanza affezionato al servizio amazon prime, sia per i servizi accessori, come la fruizione di film e serie tv, sia per il risparmio sulle spese di spedizione e dunque l’innalzamento del livello di servizio di acquisto in generale.

Per gli utenti privati, non c’è molto da dire a riguardo: è sufficiente sottoscrivere un abbonamento prime col proprio amazon privato e si è già a posto.

Per gli utenti professionali, invece, come gli avvocati, la situazione è più complicata.

Se sei un utente professionale, vuoi scaricare le spese che fai per lo studio e quindi acquistare con partita IVA.

Per fare questo con Amazon, devi iscriverti alla versione Business di Amazon.

Quando ti iscrivi alla versione Business, arrivi ad avere due account:
– il tuo «vecchio» account, che utilizzavi anche prima di iscriverti a business, che rimane per il tuo uso personale;
– un nuovo account business, che utilizzerai per gli acquisti relativi all’attività.

Se acquisti, ad esempio, un pallone da calcio ⚽️, non puoi certo acquistarlo con l’account amazon professionale e dire che è una spesa inerente all’attività. Devi acquistarlo con il tuo account amazon personale.

Se acquisti, invece, un computer o una stampante, che ovviamente servono per la tua attività di avvocato libero professionista, puoi acquistarli con il tuo account business.

Quindi, devi necessariamente avere due account amazon diversi, da alternare a seconda dell’inerenza dell’acquisto.

Ora, come puoi fare per avere i benefici di «prime» su entrambi gli account?

Anche se Amazon sa bene che entrambi gli account sono tuoi, infatti sono espressamente collegati, non offre un unico abbonamento prime per entrambi: devi fare due abbonamenti prime, anche perché il contenuto di prime for business è diverso da quello di prime per i privati.

Prima devi fare prime sul tuo account privato. Questo abbonamento ti conferirà anche il diritto di vedere film, serie tv, ecc.. Poi puoi fare l’abbonamento sul tuo account Business.

Vediamo i costi delle due operazioni.

Questo il costo di prime sull’account privato, circa 50€ appunto all’anno

amazon prime costo

Mentre per amazon privato esiste un solo piano uguale per tutti, per Amazon Business esistono diversi piani. Per fare quello che costa meno, però, chiamato «Duo», bisogna avere appunto attivo prime sull’account amazon privato collegato. Ecco il costo di Duo:

Prime Due di Amazon

Con questa combo, che è quella che ho scelto io, si spendono 75€/anno per avere contenuti e spedizioni gratuite sia sugli acquisti personali che su quelli professionali.

In realtà, si potrebbero fare anche altre scelte, opzionando un altro dei piani prime business, slegati da un account privato, che costano via via di più.

Però io credo che per la maggior parte degli avvocati la combo che ho indicato sopra sia la più consigliabile.

Se vuoi qualche chiarimento in più, lasciami un commento qui sotto, risponderò volentieri.

Aggiornamento del 29/6/2023.

Oggi ricevo questa mail da Amazon.

Gentile cliente Business Prime,

Abbiamo alcune interessanti notizie da condividere con te che hai sottoscritto il piano Business Prime Duo.

Con effetto immediato, Business Prime Duo sarà disponibile gratuitamente per i clienti Prime come te.

Emetteremo un rimborso proporzionale giornaliero per il periodo compreso tra il 27 giugno 2023 e la fine del periodo per cui hai pagato per Business Prime Duo. Il rimborso verrà effettuato automaticamente e verrà accreditato sul metodo di pagamento originale nelle prossime settimane.

Grazie per aver scelto Business Prime Duo! Continueremo a lavorare per darti sempre il meglio del servizio e del supporto.

Cordialmente,

Servizio clienti Amazon Business

Nota: questa e-mail è stata inviata da un indirizzo di sola notifica che non accetta e-mail in arrivo. Non rispondere a questo messaggio.

Immagino dunque che sia cambiata la loro policy e che abbiano deciso di offrire gratuitamente i servizi prime anche sugli account business, per coloro che hanno già la versione prime sull’abbonamento privato collegato.


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tecnologia

Inoreader per rimanere aggiornati: una guida per avvocati

1. **Perché usare Inoreader**: Inoreader è uno strumento di aggregazione di notizie che consente di seguire una varietà di fonti informative in un unico luogo. Per un avvocato, questo significa essere sempre aggiornati su leggi, sentenze e novità del settore.

2. **Iscriviti a Inoreader**: La registrazione è semplice e gratuita. Visita il [sito web di Inoreader](https://www.inoreader.com/) e segui le istruzioni per creare un account.

3. **Personalizza la tua bacheca**: Inoreader consente di personalizzare il tuo spazio, aggiungendo le fonti informative che ti interessano, suddivise per argomento o settore.

4. **Scegli le tue fonti**: Segui blog legali, siti di notizie giuridiche e portali di formazione professionale. Ricorda, la qualità delle tue fonti influenzerà la qualità delle tue informazioni.

5. **Usa i feed RSS**: Con il supporto per i feed RSS, puoi seguire anche piccoli blog o siti web che non hanno un’app nativa o una piattaforma di distribuzione delle notizie.

6. **Crea regole di filtraggio**: Grazie alle regole di filtraggio di Inoreader, è possibile automatizzare la gestione dei contenuti ricevuti, rendendo più semplice e rapido il processo di aggiornamento.

7. **Sfrutta le funzionalità di ricerca**: Utilizza la potente funzione di ricerca di Inoreader per trovare specifici argomenti o parole chiave. Questo ti aiuterà a rimanere concentrato sui temi più rilevanti per la tua professione.

8. **Organizza i contenuti salvati**: Crea cartelle o tag per organizzare i contenuti salvati. Questo ti permetterà di trovare facilmente le informazioni quando ne avrai bisogno.

9. **Usa Inoreader su vari dispositivi**: Con l’app mobile di Inoreader, puoi rimanere aggiornato ovunque tu sia. Ideale per gli avvocati in movimento.

10. **Sfrutta le integrazioni**: Inoreader si integra con altri strumenti come Evernote, OneNote, o Pocket, facilitando il flusso di lavoro e la gestione delle informazioni.

Ricorda, l’aggiornamento professionale è fondamentale per un avvocato. Con Inoreader, questo processo diventa più semplice e gestibile.

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